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Il racconto

Radio Techetè, i suoni e le voci della nostra storia

Ivana Marrone
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In questo video Andrea Borgnino, responsabile editoriale di Rai Radio Techetè, apre per Collettiva le porte dell'audioteca di via Asiago che conserva e custodisce più di novant'anni di trasmissioni. Un viaggio nel passato dell'Italia, tra cinguettii e messaggi in codice

In un’epoca soffocata dai tweet social (che si leggono e basta), riascoltare quel cinguettio che annunciava l’intervallo e il segnale orario nel corso delle trasmissioni radio della Rai è una ventata d’aria fresca. E lo è senz’altro questa piccola finestra spalancata sull’audioteca della radio in via Asiago, il luogo che conserva la storia di oltre novant’anni di radiofonia, dall’inizio delle trasmissioni, il 7 ottobre del 1924, ad oggi, come racconta in questo video Andrea Borgnino, responsabile editoriale del canale Rai Radio Techetè.

La radio è voce, suono, musica, fruscio, rumore. È qualcuno che parla, senza tanti artifici. Racconta una storia, riporta una cronaca, discute con gli altri. Puoi sentirne il respiro, puoi sentire le sue mani muovere fogli o sfogliare giornali. La radio non invade i tuoi spazi, ti lascia fare quello che vuoi, chiede solo attenzione. Stimola la tua creatività. Senti qualcuno che parla e cerchi di visualizzare cosa sta succedendo o come potrebbe essere ciò che viene raccontato. Che sia una corrispondenza di guerra o una partita di calcio, un giornale radio o un talk show, un dj o una voce di velluto che è lì davanti a un microfono a leggerti un libro o a narrarti una storia, sei tu, senza neanche accorgertene, a fare tutto il lavoro. A disegnare i contorni, a dare un volto alle persone e una forma alle cose. Non sei ostaggio, come ti accade davanti alle immagini, ma complice. La ascolti, magari distrattamente, guidando, ridendo, cucinando, facendo la doccia, risvegliandoti dolcemente o camminando per strada.

La radio non è schiava del progresso, non ha l'affanno della perfezione da inseguire a tutti i costi. Non ci sono altri pixel da conquistare, affinché il prodotto sia sempre più reale. Non c’è il 3D o l’interazione. Non c’è tasto verde per rivedere i momenti salienti. Nel corso del tempo tutte le rivoluzioni che ha attraversato hanno riguardato le modalità di fruizione o la purezza del suono, senza intaccarne la semplicità: una voce che parla, un rumore di sottofondo che puoi controllare semplicemente alzando o abbassando il volume.

Per questo, proprio per la purezza dell'idea e del prodotto finito, quello che vedete in questo video è paragonabile a uno scrigno di tesori. Perché quei piccoli dettagli, proprio come un tesoro, le nostre vite le hanno arricchite. Sembravano insignificanti e invece hanno significato molto per tanti.