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Il lavoro in Italia fra stagnazione e crisi

Coronavirus, milioni di lavoratori in cassa
Foto: Simona Caleo
Fulvio Fammoni
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L'effetto della pandemia sull'economia e sull'occupazione è pesante e amplifica i problemi già in atto

L’effetto della pandemia Coronavirus sull’economia e sull’occupazione è pesante e amplifica i problemi già in atto nella fase di stagnazione. Due Osservatori Inps pubblicati oggi (Precariato mese febbraio e Cig mese di marzo con anticipazione di dati al 22 aprile) documentano le tendenze in corso. Nei dati di marzo della Cig si legge, per il terzo mese consecutivo, l’aumento delle ore di cassa integrazione ordinaria (+7,9% rispetto a marzo del 2019; +19,4% rispetto a febbraio del 2020), segno delle difficoltà legate al rallentamento dell’economia (con il Pil già in flessione nell’ultimo trimestre dell’anno scorso), ma non c’è ancora traccia della prevedibile esplosione del ricorso agli ammortizzatori sociali in seguito all’emergenza sanitaria. È lo stesso Inps che riferisce come nel mese di marzo non siano registrate richieste con la causale “Emergenza Covid 19”. 

Per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria i dati risultano in flessione e per la deroga si rileva un incremento congiunturale (rispetto a febbraio) rilevante in percentuale ma del tutto trascurabile in valore assoluto. L’Inps ha anche anticipato alcune statistiche relative alla cassa integrazione ordinaria riferite al mese di aprile, in particolare il numero di beneficiari al 22 u.s. (in cassa a 0 ore o a percentuale oraria). Questi sarebbero complessivamente, tra destinatari di cassa integrazione e assegno ordinario, 6 milioni 756 mila, vale a dire il 37,4% dei 18 milioni di dipendenti registrati in media 2019. Peraltro, circa 2,5 milioni di persone le cui aziende hanno richiesto il pagamento diretto all’Inps hanno anche il problema del probabile ritardo nell’effettiva erogazione. 

Della cassa in deroga, invece, è stimato solo il numero di domande decretate dalle singole regioni, peraltro con differenze ancora forti fra regione e regione. Per quanto riguarda l’occupazione, l’Osservatorio sul precariato (pur relativo al mese di febbraio 2020) indica tendenze negative in parte legate alla stagnazione a quell’epoca in atto, in parte già collegate alle preoccupazioni per la pandemia. Dopo un lungo periodo (2015-2019) il saldo annualizzato, differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi 12 mesi, è negativo (-31 mila). Non siamo ancora in presenza di un aumento nelle cessazioni dei rapporti di lavoro, ma di un atteggiamento difensivo delle aziende rispetto ai problemi che si prospettano.

Calano infatti i nuovi rapporti di lavoro attivati nei primi due mesi dell’anno : -44 mila a tempo indeterminato; -100 mila nelle assunzioni a termine; -48 mila in somministrazione, che sommati alle altre tipologie (apprendistato, stagionali e intermittenti) danno una diminuzione di circa -205 mila nuovi rapporti di lavoro attivati rispetto allo stesso bimestre del 2019. Come prevedibile, l’effetto pandemia per i lavoratori a tempo indeterminato sarà prevalentemente legato nella fase iniziale all’utilizzo della Cig, mentre il calo degli occupati precari è già forte a febbraio e prevedibilmente sarà maggiore nei prossimi mesi in conseguenza del mancato rinnovo dei contratti in scadenza.

Fulvio Fammoni è il presidente della Fondazione Di Vittorio