In evidenza:
Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

Scuola, quello che manca al decreto

Scuole e università chiuse fino al 15 marzo
Foto: fotografia di Wokandapix (da Pixabay)
Stefano Iucci
  • a
  • a
  • a

Maturità online e per l'esame di scuola media solo una tesina. Gli altri studenti tutti promossi. Flc critica sul mancato coinvolgimento dei sindacati e sull'assenza di provvedimenti per garantire il regolare inizio del prossimo anno scolastico

Il consiglio dei Ministri, con poche modifiche rispetto alle bozze trapelate nelle ultime ore, ha approvato il decreto scuola che si concentra – come largamente previsto – sulla gestione del finale di anno scolastico, in particolare per quanto riguarda le classi finali dei diversi cicli.

Unica variabile, poco probabile, rimane la possibilità molto remota che si torni a scuola il 18 maggio. Ma andiamo con ordine. Nel caso in cui, appunto, non si tornasse a scuola per quest’anno, agli esami di maturità saranno ammessi tutti, ma non tutti promossi: la prova sarà online e verrà valutata da una commissione tutta interna. Per la terza media, si prenderà in considerazione la tesina (già prevista negli anni passati) e naturalmente i voti presi prima dell’interruzione. Ovviamente si continuerà, fino agli esami, con la didattica online.

Se si dovesse rientrare a scuola entro il 18 maggio, gli esami di maturità saranno “un po’ più” canonici: prova di italiano, di indirizzo ma non a carattere nazionale, e colloquio. In questo caso, anche i ragazzi della scuola media sosterranno un esame che sarà però decisa dalla scuola.

Gli studenti che frequentano invece gli anni intermedi saranno tutti promossi, le eventuali alcune saranno recuperate il prossimo anno: una soluzione intermedia tra chi auspicava una promozione “totale” e chi invece propendeva per una valutazione “normale” che comprendesse anche le bocciature. In ogni caso, pur senza bocciature, l’impegno dei studenti nel seguire la didattica a distanza – seppur appunto non vincolante per la promozione – verrà preso in considerazione e valutato.

Per quanto riguarda il prossimo anno scolastico – sia esso tradizionale o in modalità online – l’inizio è previsto per il primo settembre.

Articolato il giudizio della Flc, che parte però da una premessa negativa, cioè dal mancato coinvolgimento dei sindacati: "Ancora una volta, la ministra dell'Istruzione ha scelto la strada del non confronto, assumendo unilateralmente decisioni che riguardano milioni di studenti, di famiglie, di lavoratori", si legge in una nota.

Sul piano dei contenuti, positivo il giudizio del sindacato della conoscenza della Cgil sulle scelte che riguardano la conclusione dell'anno scolastico in corso. Quello che preoccupa però è "il vuoto sulla questione che appare centrale: come garantire una piena ripresa dell'attività didattica al primo settembre 2020. Non c'è nel provvedimento una procedura semplificata per il reclutamento, né per i docenti, né per il personale Ata. Mentre noi avevamo chiesto che tutto il personale potesse essere al proprio posto fin dall'1 settembre".

Non solo: non verranno aggiornate, per quest'anno, le graduatorie di istituto, "continuando così ad alimentare il fenomeno delle messe a disposizione"; inoltre, si legge sempre nel comunicato, non vengono superati i vincoli alla mobilità del personale. Non c'è un rafforzamento o un ampliamento degli organici, nonostante la ministra si sia dimostrata preoccupata, nelle sue uscite pubbliche, del problema delle classi pollaio.

"In termini perentori – aggiunge la Flc – si dice che la didattica a distanza diventa prestazione ordinaria come se ciò bastasse a risolvere tutte le criticità che sono emerse in queste settimane: carichi di lavoro inediti per 800 mila docenti, stress enorme per le famiglie, impossibilità di raggiungere la totalità degli studenti".

Nel decreto non c'è nessun impegno in termini di investimento e risorse: "Per la ministra evidentemente l'anno scolastico prossimo si può aprire senza provvedimenti eccezionali che mettano le scuole del Paese, duramente provate dalla sospensione delle attività didattiche in presenza, in una condizione di forza per recuperare il tempo perduto".

"Evidentemente sfugge la drammaticità di ciò che potrebbe accadere al ritorno in classe con numeri abnormi di precariato, destinati a crescere ulteriormente, con la mancanza di docenti, personale Ata, Dsga di ruolo e insegnanti di sostegno specializzati. La scuola ha bisogno di un cambio di passo e non di ordinarie misure di funzionamento destinate a mancare gli obiettivi di rilancio che la crisi epidemiologica oggi impone più che mai", attacca la Flc.

Ma l'apporto del sindacato vuole essere costruttivo: Abbiamo proposte, integrazioni e contributi da offrire; chiediamo alla politica di scegliere un'altra strada, quella del confronto e della condivisione, nell’iter di conversione del decreto e, soprattutto, nell’adozione di ulteriori specifiche misure da parte del ministero dell'Istruzione, al fine di non fare, per presunzione e autoreferenzialità, passi falsi che danneggerebbero la scuola e l'intero Paese".

Sulle misure che riguardano l'anno in corso un primo commento positivo arriva dagli studenti, che sottolineano come "ricalcano in buona parte le proposte che la nostra organizzazione e il Forum delle associazioni studentesche avevamo presentato al ministero in queste settimane", scrive in una nota Federico Allegretti, coordinatore nazionale della Rete degli studenti medi - ed è bene che la Ministra si sia posta in ascolto delle nostre istanze, dimostrando sensibilità davanti alle organizzazioni che con serietà e competenza hanno lavorato per costruire proposte credibili."

"La nostra organizzazione continuerà comunque a monitorare la situazione e gli sviluppi - continua Allegretti - non abbiamo mai creduto nel valore assoluto dell'esame, per questo ci interessa che al di là della maturità gli studenti continuino a recepire le misure di garanzia del diritto allo studio".