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Circa trecento soldati italiani, secondo fonti stampa, sono sotto assedio da sabato 28 febbraio nella base di Ali Al Salem, in Kuwait, bombardata dall’Iran a seguito dell’attacco di Stati uniti e Israele contro Teheran. Antonsergio Belfiori, segretario organizzativo del Siam, il sindacato militare dell'Aeronautica che sta seguendo la situazione, ci fa sapere di avere chiesto al ministro della Difesa, Guido Crosetto, “di darci delle rassicurazioni, alla luce delle nostre notizie e dei bombardamenti ad Alì al Salem che hanno danneggiato degli aerei americani, uno dei quaiè precipitato poco alle porte della base militare)”.
La richiesta è stata fatta durante un’audizione del sindacato nella commissione parlamentare Difesa su altri argomenti, inerenti la riforma della sanità militare, ma che sono state un’occasione istituzionale per portare alla luce il problema. Questa mattina, nell’intervento alla Camera dei deputati, la risposta del ministro: in Kuwait, nella base di Ali Al Salem, 239 militari verranno trasferiti in Arabia Saudita, mentre 82 militari dei 321 totali rimarranno ad Ali Al Salem per garantire una capacità operativa in quella sede.
Discorso analogo per il Qatar, sede del CAOC , 7 dei 10 militari stanno raggiungendo l’Arabia Saudita mentre le 3 unità rimanenti assicureranno la continuità di collegamento ed il coordinamento con tutta la componente aerea della regione.
“Sono soldati in missione ad Alí al Salem – ci spiega Belfiori –, un aeroporto militare americano in Kuwait all'interno del quale siamo presenti. In base ai racconti che ci sono stati riferiti, soprattutto dalle famiglie preoccupate che hanno avuto uno scambio di mail con i soldati, abbiamo rivolto gli interrogativi al governo e inviato una PEC ufficiale al ministro, al capo dell'Aeronautica e al capo di Stato maggiore. Questo anche perché ci erano giunte voci secondo le quali la presenza dei soldati statunitensi era venuta meno”.
Il Siam ha accolto con favore le notizie giunte questa mattina e ora “auspica che tutta l’operazione proceda senza intoppi per garantire la sicurezza del nostro personale”.























