È morto il cittadino indiano di 36 anni che, dallo scorso 10 aprile, era ricoverato all’ospedale Ruggi di Salerno. L’uomo era stato ritrovato, abbandonato davanti al pronto soccorso, in condizioni gravissime: gambe in cancrena e una grave infezione al fegato. L’uomo è deceduto per una setticemia all’addome che aveva, appunto, compromesso le funzioni del fegato. Le circostanze del suo arrivo in ospedale restano ancora tutte da chiarire.

“Non sappiamo se quest'uomo fosse impegnato nei campi o in altri settori, ma sappiamo con certezza che nessuno dovrebbe ridursi in questo stato in una società civile”, aveva affermato la segretaria nazionale Flai Cgil Silvia Guaraldi: “Una cancrena di tale gravità non insorge in poche ore. È il risultato di settimane, forse mesi, di sofferenze atroci patite nell’invisibilità”.

Guaraldi aveva puntano il dito contro un possibile contesto di sfruttamento e abbandono: “Aver ridotto un uomo in queste condizioni significa averlo lasciato marcire nel silenzio, lontano dagli occhi del mondo, per paura di ripercussioni legali o per coprire lavoro nero e caporalato”.

La segretaria nazionale Flai aveva così concluso: “Non possiamo permettere che l’assenza di certezze immediate sulla sua occupazione diventi un alibi per l’indifferenza. Il metodo dell’abbandono suggerisce comunque un contesto di degrado e paura che va smantellato”.