Centinaia di persone si sono ritrovate in Piazza della Rotonda, davanti al Pantheon, rispondendo all'appello dell'Anpi di Roma e di numerose realtà associative, per chiedere un cessate il fuoco immediato e permanente a Gaza. Una piazza composta, ma determinata, che ha scelto la forza dei corpi e delle voci per riportare al centro del dibattito pubblico la tragedia che si consuma ormai da mesi nella Striscia.

Le bandiere della pace ei cartelli con scritto “stop al genocidio” hanno accompagnato interventi e testimonianze, denunciando l'inaccettabile silenzio della politica e le scelte di un governo che, nonostante l'aggravarsi della catastrofe umanitaria, mantiene rapporti privilegiati con Israele e prosegue la vendita di armamenti. Una contraddizione sempre più evidente, mentre le Nazioni Unite, la società civile e gran parte dell'opinione pubblica chiedono di fermare le armi e aprire canali umanitari.

Proprio l'aspetto umanitario è stato al centro dell'appello di Emergency, che ha reso noto un quadro drammatico: oltre 300 persone curate ogni giorno dai propri operatori, in un contesto di distruzione diffusa e scarsità di risorse. L'85% degli impianti di desalinizzazione dell'acqua è stato raso al suolo , determinando una carenza di acqua potabile che colpisce in primo luogo bambini e famiglie. Un'emergenza nell'emergenza, che rende ancora più insopportabile la prosecuzione del conflitto.

La mobilitazione per fermare il genocidio a Gaza continua il 6 settembre in piazza del Campidoglio.