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Come fanno i lavoratori a basso reddito a pagare l’affitto tutti i mesi? Arrancano e si impoveriscono. Perché i canoni sono mediamente superiori al salario minimo nella maggior parte della capitali europee. A rivelarlo un’analisi dei dati comunitari effettuata dalla Ces, Confederazione europea dei sindacati: il costo dell'affitto di un appartamento in una capitale con al massimo due camere da letto è in media di 218 euro più alto rispetto al salario minimo legale.
Molto più del salario minimo
In media. A Praga, Lisbona e Dublino è molto di più, di 700 euro superiore, ad Atene, Bratislava, Budapest, La Valletta si va oltre i 400 euro in più al mese. In cinque Paesi, Malta, Irlanda, Paesi Bassi, Lussemburgo ed Estonia, i lavoratori a basso reddito spendono più della metà del loro stipendio per l'affitto di un alloggio, quelli di altri dodici Paesi ne spendono un terzo o più.
Anche chi vive fuori da una capitale affronta difficoltà: considerando tutte le regioni degli Stati membri, il costo medio dell'affitto di un appartamento rappresenta il 42 per cento del salario minimo. L’Italia come si posiziona in questa classifica? Non è dato saperlo, perché da noi il salario minimo non esiste.
Lavoratori spinti in povertà
“Gli alti costi degli alloggi e i bassi salari stanno spingendo le persone nella povertà e l'economia verso la recessione – afferma la segretaria generale della Ces Esther Lynch -. La discrepanza tra affitto e salari è completamente insostenibile. Se a questo si aggiungono i crescenti costi dell'energia e dei generi alimentari, i lavoratori sono costretti a chiedere prestiti per far fronte alle necessità e si ritrovano praticamente senza reddito disponibile, il che rende impossibile risparmiare per sostituire elettrodomestici essenziali o per una visita dal dentista”.
"Questo non è un male solo per i singoli, ma anche per l'economia europea – prosegue Lynch -. Quando i lavoratori hanno soldi in tasca li spendono nell'economia reale. L'Ue non deve più permettere che il denaro venga sottratto attraverso la speculazione finanziaria sulle case. Dobbiamo urgentemente dare all'economia la spinta di cui ha tanto bisogno, congelando gli affitti, aumentando i salari e incrementando gli investimenti nell'edilizia sociale”.
Secondo la Ces l’inaccessibilità degli alloggi sta aggravando la carenza di manodopera: i lavoratori sono sempre meno in grado di trasferirsi dove ci sono opportunità di lavoro perché i costi degli appartamenti sono proibitivi, creando un ostacolo importante sia per le aziende che per le economie locali.
Piano europeo per la casa
I dati sono stati resi noti alla vigilia del lancio da parte della Commissione europea di una raccomandazione sulla lotta all'esclusione abitativa (previsto per domani, 6 maggio), nell'ambito del suo piano per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili, proposte che riconoscono che la crisi degli alloggi nel Vecchio continente è diventata una realtà quotidiana per i lavoratori: l'aumento vertiginoso dei costi abitativi sta compromettendo il tenore di vita, indebolendo la stabilità economica e limitando l'accesso al lavoro.
Su questo fronte la Confederazione europea dei sindacati ha richieste precise. Tutti gli Stati membri devono attuare pienamente la direttiva sul salario minimo, compresi i piani d'azione concreti per promuovere la contrattazione collettiva, in modo da garantire che un maggior numero di lavoratori riceva una retribuzione equa. Quando i governi stabiliscono se i salari minimi sono adeguati, devono tenere conto dei costi degli alloggi.
Più investimenti pubblici
Non basta. “È necessaria l'introduzione di regolamenti sugli affitti per congelare i costi degli alloggi per i lavoratori, proteggere gli inquilini dallo sfruttamento e le famiglie vulnerabili dagli sfratti – sostiene la Ces in una nota -. Occorre un aumento significativo degli investimenti pubblici in alloggi sociali e a prezzi accessibili. La revisione delle norme Ue in materia di aiuti di Stato può contribuire a sbloccare questi finanziamenti, ma il denaro pubblico deve produrre un valore pubblico”.
Qualsiasi risorsa pubblica destinata ad aziende private deve essere quindi accompagnata da condizioni chiare, vincolanti e applicabili, al fine di garantire il mantenimento di posti di lavoro di qualità, la contrattazione collettiva, salari equi e condizioni di lavoro sicure. Le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro devono essere un requisito imprescindibile per l'accesso ai fondi pubblici.






















