Si è svolto a Roma, tra il 7 e l’8 aprile, l’incontro bilaterale tra una delegazione della Cgil e quella della Gtuc, la principale organizzazione sindacale della Georgia. Due giorni di confronto che si sono conclusi con il rafforzamento di un rapporto già attivo e con la firma di un memorandum destinato a consolidare la collaborazione tra le due organizzazioni.

Al centro del dialogo, il ruolo del sindacato in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, conflitti e crescente competizione economica. Le due organizzazioni hanno ribadito “il valore del dialogo tra i popoli come fondamento della pace, della democrazia e della cooperazione internazionale”, indicando nel multilateralismo lo strumento principale per affrontare le sfide globali.

L’incontro si inserisce in un quadro più ampio di relazioni tra Italia e Georgia, definite dalle parti come strategiche e fondate su fiducia reciproca e interessi condivisi. Cgil e Gtuc hanno sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione tra l’Unione europea e l’area dell’Asia centrale, riconoscendo alla Georgia un ruolo chiave nel facilitare il dialogo tra le due regioni.

Un passaggio che assume un significato particolare anche sul piano sociale, oltre che politico ed economico, soprattutto in relazione ai flussi migratori e alle condizioni dei lavoratori georgiani all’estero.

Proprio il tema della tutela dei lavoratori migranti è stato uno dei punti centrali del confronto. Il segretario generale della Gtuc, Irakli Petriashvili, ha definito il rapporto con la Cgil “molto importante”, sottolineando come la collaborazione non nasca oggi ma si inserisca in un percorso già consolidato. Un impegno che ora si traduce anche in una maggiore attenzione verso chi lascia la Georgia per lavorare all’estero. “Questo rapporto bilaterale è importante per i nostri migranti, per quelle persone che hanno lasciato il Paese a causa di varie questioni sociali, lavorative o politiche”, ha aggiunto Petriashvili.