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La ormai famigerata Ice, diventata una sorta di milizia personale di Donald Trump, sta come è noto mettendo a ferro e fuoco non solo Minneapolis (con il terribile assassinio di Renee Good e Alex Pretti) ma gli interi Stati Uniti. Azioni violente e provocazioni volte a seminare il panico tra la popolazione che non si fermano neanche davanti alle scuole ai minori.
I sindacati dell'educazione Aft e Nea hanno lanciato la campagna #IceOutSchools, organizzata in risposta alle azioni violente dell'Ice che, oltre ai cittadini, hanno preso di mira anche studenti, insegnanti, scuole.
Randi Weingarte, presidente di Aft in un articolo pubblicato sul sito dell’organizzazione sindacale (The march to autocracy), racconta di testimonianze atroci di iscritti nelle zone in cui sono in corso grandi operazioni dell’Ice: “Agenti della Border Patrol hanno lanciato gas lacrimogeni in una scuola superiore di Minneapolis, mentre gli studenti uscivano da scuola”.
“Un’insegnante di un sobborgo vicino – aggiunge – mi ha raccontato che due studenti sono stati fermati dall’Ice mentre svolgevano lavori pomeridiani dopo la scuola. Gli insegnanti di Detroit stanno chiedendo il rilascio di studenti detenuti nei centri di detenzione anche in altri Stati”. “Chiediamo – attacca Weingarte – che l’Ice resti fuori dalle scuole, dagli asili nido e dalle strutture sanitarie”.
Insieme alla protesta i lavoratori e le lavoratrici della scuola si stanno mobilitando per aiutare tante famiglie serrate in casa per difendersi dal terrore scatenato nelle strade di Minneapolis dall’Ice. Lo racconta un articolo di Mary Ellen Flannery pubblicato su NeaToday:
Il sole sta tramontando e la temperatura scende a –22 quando le insegnanti dell’area di Minneapolis Naomi Stenson e Lorna Plana aprono il portellone del minivan di Palpa e lo caricano di beni di prima necessità per famiglie e bambini che hanno paura di uscire di casa.
Percorrendo strade stranamente deserte, fiancheggiate da case ancora addobbate con le luci di Natale, le due migliori amiche consegnano acqua, sacchetti di generi alimentari e molto altro, tutto donato da insegnanti e genitori della loro comunità. «Può trattarsi di carta igienica, deodorante, prodotti per la pulizia», dice Palpa. «Oppure di sacchetti-cura con Play-Doh, materiali artistici, libri, puzzle e giochi — perché i bambini hanno bisogno di qualcosa con cui giocare — e naturalmente portiamo anche i compiti degli insegnanti, così che gli studenti possano continuare a studiare da casa».
Da quando i 2.000 agenti dell’Ice sono arrivati a Minneapolis e St. Paul “le famiglie immigrate – si legge ancora nell’articolo – si nascondono nelle loro case, troppo spaventate per andare al supermercato o mandare i figli alla fermata dello scuolabus. Che siano nativi o nuovi arrivati, per le persone nere, latine e indigene di queste comunità scolastiche, inclusi cittadini statunitensi, qualsiasi uscita di casa comporta il rischio di molestie, aggressioni, arresti e detenzione da parte di agenti federali”.
E ancora:
La scorsa settimana, il piccolo Liam Ramos, di cinque anni, è stato usato come “esca” da agenti dell’Ice per costringere i suoi familiari a uscire di casa; ora si trova in un centro di detenzione federale in Texas, una decisione che viola ogni protocollo di tutela dei minori. Il bambino dell’asilo è uno dei quattro studenti di Columbia Heights, Minnesota — un sobborgo di Minneapolis — fermati la scorsa settimana da agenti dell’Ice che, secondo le autorità scolastiche, hanno perlustrato i quartieri, circondato le scuole e seguito gli scuolabus gialli del distretto.
In questo orrore un po’ di luce arriva da un’intera comunità che si sta mobilitando: non solo la grande manifestazione e lo sciopero generale del 23 gennaio, ma l’impegno costante di educatori e insegnanti che si organizzano “per stare al fianco dei genitori e assicurarsi che i bambini abbiano ciò di cui hanno bisogno. Le scuole sono già il cuore delle comunità. Ora, in alcuni casi, sono anche supermercati, lavanderie e perfino banche”.
Solidarietà e pieno sostegno per tutte le iniziative sindacali che si stanno svolgendo negli Stati Uniti sono arrivati dalla Flc Cgil. La segretaria generale del sindacato della conoscensa della Cgil, Gianna Fracassi, ha inviato una lettera di supporto e vicinanza ad Aft e Nea: “Come insegnanti e personale dell’istruzione, il nostro pensiero va anche ai traumi e alla paura costante che vivono i bambini e gli adolescenti, che assistono alle violenze degli agenti dell'Ice che vanno porta a porta, terrorizzando i minori e brandendo le armi contro studenti ed educatori all'interno delle scuole”.
Per Fracassi “in un contesto in cui una gran parte dei governi è nelle mani di formazioni politiche ultraconservatrici, come nel caso degli Stati Uniti con l’amministrazione Trump e dell'Italia con il governo Meloni, è più che mai necessario difendere la convivenza democratica insieme all'istruzione pubblica, garante della coesione sociale e del fatto che il bene comune è al di sopra degli interessi dei governanti del momento o del mercato e del profitto privato”.























