La nuova emergenza nel mondo del lavoro è la “povertà energetica”, ed è stata al centro del vertice Labour7 (il gruppo che riunisce i sindacati dei G7) lo scorso 5 maggio a Parigi. In questa occasione la Confederazione europea dei sindacati (Ces) ha dichiarato che è “necessario impedire ai giganti dell'energia di speculare sulla crisi del costo della vita, mentre i lavoratori faticano ad arrivare a fine mese”. In sintesi il messaggio del sindacato contro la speculazione energetica è che “i lavoratori non possono pagare per una crisi che non hanno creato”.

Tassare i profitti extra

“Ai lavoratori viene chiesto di stringere la cinghia mentre le compagnie petrolifere e del gas si arricchiscono. Questo non è un mercato energetico, è speculazione, e deve finire”. Così la segretaria generale della Ces, Esther Lynch, intervenuta al vertice insieme all'economista Thomas Piketty. “Nessuno – ha aggiunto Lynch - dovrebbe essere spinto nella povertà energetica affinché gli azionisti possano godere di dividendi record. Abbiamo bisogno di tasse sugli extraprofitti ora e dobbiamo congelare i profitti”.

La Ces chiede un intervento urgente da parte dell'Ue, che includa tasse straordinarie sugli extraprofitti e la sospensione totale delle regole fiscali comunitarie per consentire ai governi nazionali di agire.

Misure Ue insufficienti

“Le misure adottate dalla Ue sono ben lungi dall'essere sufficienti a proteggere lavoratori e famiglie dallo shock energetico – sostiene la confederazione –. Le dichiarazioni del Commissario per l'Economia Valdis Dombrovskis, che non ha annunciato alcun piano di intervento a livello Ue sui profitti straordinari, sottolineano la mancanza di urgenza in un momento in cui i lavoratori non possono permettersi ulteriori ritardi”.

Commenta Lynch: “Quando un commissario europeo dichiara che a livello Ue non si farà nulla, manda un messaggio sbagliato. L'inazione non è un'opzione mentre i lavoratori pagano il prezzo di questa crisi”.

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Le proposte dei sindacati

I sindacati europei invitano i governi “ad andare oltre”, adottando una gamma completa di misure per proteggere i lavoratori e accelerare una transizione equa, tra cui: “Tasse sugli extraprofitti per contrastare la speculazione eccessiva nel settore energetico; congelamento dei margini di profitto e regolamentazione più rigorosa dei prezzi; strumenti a livello Ue come SURE 2.0 per proteggere posti di lavoro e redditi; sospensione totale delle regole fiscali per consentire investimenti nelle persone e nei servizi pubblici; forti condizionalità sociali per il sostegno pubblico al fine di garantire posti di lavoro e condizioni di lavoro eque; importanti investimenti pubblici nelle energie rinnovabili e nelle infrastrutture”.

Una crisi che arricchisce i ricchi

“Questa crisi sta mettendo in luce un problema più profondo della nostra economia: sta generando una ricchezza record nelle mani dei più ricchi, mentre i lavoratori si trovano ad affrontare un calo del tenore di vita. Questo è un fallimento politico ed economico”, osserva sempre Lynch: “Ciò di cui i lavoratori hanno bisogno è una risposta europea completa che tuteli i posti di lavoro, i redditi e il tenore di vita”.