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La sanità pubblica resta uno dei pilastri più importanti per la vita dei cittadini, ma è attraversata da tensioni profonde: liste d’attesa che si allungano, personale insufficiente, pronto soccorso sotto pressione, difficoltà crescenti nella medicina territoriale, aumento della spesa privata delle famiglie, riforma dei medici di medicina generale. E, soprattutto, una questione che riguarda la qualità della nostra democrazia: se curarsi diventa più difficile, più lento o più costoso, il diritto alla salute rischia di non essere più davvero universale.
(Massimo Bussandri, segretario generale della Cgil Emilia-Romagna)
Da questa domanda è partito il confronto, dall’Agenda Sanità dell’Emilia-Romagna, che prova a indicare priorità e strumenti concreti, fino a una sfida più ampia, nazionale. Sul tavolo c’è anche una proposta precisa: la legge di iniziativa popolare sulla salute promossa dalla Cgil insieme ad associazioni e reti civiche.
(Daniela Barbaresi, segretaria confederale della Cgil nazionale)
La tavola rotonda, organizzata, lo scorso 5 maggio, a Bologna dalla Cgil Emilia-Romagna, ha visto la partecipazione di Michele De Pascale, presidente della Regione; Massimo Mezzetti, sindaco di Modena; Massimo Bussandri, segretario generale Cgil regionale. Ad aprire i lavori è stata la segretaria della Cgil regionale, Marinella Melandri. Sono intervenute le associazioni de La Via Maestra e i movimenti: Arci, Rete degli studenti medi; Libera; Emergency. Ha chiuso il dibattito la segretaria confederale della Cgil nazionale, Daniela Barbaresi.
(Marinella Melandri, segretaria della Cgil Emilia-Romagna)






















