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Un volo da Roma, via Milano, con destinazione Cuba, l’Avana. Dentro: farmaci essenziali, farmaci oncologici e materiale sanitario destinati a una popolazione stremata dall’embargo Usa. Lo “European Convoy for Cuba” partirà il 17 marzo. È una missione umanitaria inserita nel quadro della campagna “Let Cuba Breathe”, promossa da Aicec, l’Agenzia per l’Interscambio Culturale ed Economico con Cuba. Confluirà nel “Nuestra América Convoy”, un convoglio internazionale di aiuti promosso da una coalizione globale di movimenti sociali e organizzazioni coordinate dall’Internazionale Progressista.
A bordo del volo italiano viaggerà una delegazione europea. Gli operatori si ricongiungeranno successivamente con la flotilla in partenza da Cancún, il cui arrivo nelle acque cubane e quindi nel porto dell’Avana è previsto intorno al 21 marzo. Per seguire l’intera missione ed effettuare una donazione, il sito di riferimento è questo: https://letcubabreathe.org.
Obiettivo della missione: l’emergenza sanitaria cubana
"Abbiamo lanciato la missione una quindicina di giorni fa per denunciare la condizione di Cuba dopo la recrudescenza del blocco Usa – chiarisce Roberto Forte, vicepresidente di Aicec -. Poi siamo diventati l’hub europeo del ‘Nuestra America Convoy’". Sul volo sono stati riservati 100 posti "che stiamo riempiendo con attivisti, rappresentanti di organizzazioni, personalità politiche – prosegue Forte –. Tutti rinunceranno al bagaglio personale. Avremo quindi due casse a disposizione per ogni partecipante, che saranno riempite di medicinali”.
Il responsabile Aicec ci spiega che “in questo momento l’emergenza più forte è proprio quella sanitaria e, avendo la possibilità di usare un vettore come quell’aereo, che non consente carichi enormi, è evidente che raccogliere farmaci è ciò che ci permette di aumentare al massimo possibile l’efficacia e il valore dell’appoggio umanitario".
“Tutto quello che avanzerà lo metteremo dentro dei container che partiranno più o meno nelle stesse date. Quindi ciò che non riusciremo a imbarcare sull’aereo lo spediremo via nave”, precisa Forte.
Tra i nomi a bordo, salvo disdette dell’ultim’ora, ci saranno Ilaria Salis, Mimmo Lucano e Ignazio Marino. Fiom e Cgil nazionale stanno organizzando una delegazione. Altre delegazioni europee si uniranno in vari modi, alcune viaggiando autonomamente verso Cuba.
“Non è una missione ideologica, ma umanitaria”
Prosegue Forte: "Questa non è un’azione da ascrivere a una battaglia ideologica sul castrismo o sul socialismo reale. È un’azione umanitaria. Dal punto di vista politico, è un’azione che vuole dire qualcosa rispetto a un modello di gestione delle relazioni internazionali che è tranchant e oggettivamente inaccettabile. Stiamo parlando di un atteggiamento che colpisce le condizioni collettive di un popolo. La recrudescenza del blocco Usa sta causando terapie intensive bloccate, malati oncologici che non riescono a fare le sessioni di chemioterapia, infermieri costretti a tenere in vita i pazienti con rianimazioni manuali, scuole che chiudono, trasporti per bambini disabili che non riescono a portare i ragazzi a lezione. È un impatto sulla società che non ha nulla a che vedere con le discussioni ideologiche sul regime a Cuba".
L’elenco delle priorità sanitarie
Un documento sintetizza le necessità sanitarie più urgenti di Cuba, articolandole in quattro grandi aree: farmaci essenziali, farmaci oncologici e oncoematologici, materiale sanitario di consumo e apparecchiature mediche. La carenza di farmaci essenziali interessa le principali aree terapeutiche: dalla medicina d’urgenza alla salute mentale, dalla pediatria alla gestione delle patologie croniche. Cuba dispone di un programma oncologico avanzato, ma la scarsità di chemioterapici e di medicinali di supporto sta mettendo a rischio la vita di migliaia di pazienti. Sono farmaci specialistici, spesso molto costosi e difficilmente reperibili sul mercato locale. Inoltre: siringhe, guanti, cateteri, sonde e suture rappresentano dotazioni basilari per l’attività quotidiana di ospedali e ambulatori. La loro indisponibilità può arrivare a bloccare l’attività chirurgica e assistenziale. Oltre ai farmaci e ai materiali di consumo, gli ospedali cubani necessitano di dispositivi diagnostici e terapeutici.
"Abbiamo pubblicato una lista di medicinali concordata con il ministero della Salute cubano – spiega sempre Roberto Forte –, che individua le emergenze principali. I tempi sono molto stretti: stiamo iniziando a ricevere le donazioni e vedremo cosa riusciremo a raccogliere. Ci sono già farmacie e medici che ci stanno aiutando. Ovviamente il cittadino normale donerà paracetamolo e antibiotici, che in questo momento sono comunque fondamentali".
“La legge del più forte non sarà mai la nostra legge”
La missione parte mentre l’attenzione generale del mondo è concentrata sulla guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran. Un evento – ragiona il vicepresidente di Aicec – che “ha rafforzato la nostra posizione. Il problema è di principio: se entriamo in un mondo in cui l’unica gestione possibile tra Paesi è quella del più forte che decide cosa fare, allora è un problema generale. Su Cuba vale lo stesso principio: puoi fare una discussione politica con un Paese, ma non puoi pretendere di imporre il tuo punto di vista prescindendo dai diritti, affamando la gente e facendola morire. Come fai a negoziare con qualcuno che ti spegne le incubatrici dei bambini nati prematuri? Di cosa discuti con uno così?".























