Un confronto “utile e necessario”, ma che per i sindacati lascia aperte troppe incognite sul futuro dello stabilimento Pfizer di Catania. Filctem Cgil, Uiltec Uil, Ugl Chimici e Cisal parlano di risposte insufficienti da parte dell’azienda sulle prospettive produttive e occupazionali del sito etneo.

Le organizzazioni sindacali chiedono ora un’informativa completa su situazione economica, costi industriali, forza lavoro e scenari futuri, compresa l’ipotesi di una cessione. In assenza di chiarimenti, annunciano una nuova richiesta di convocazione alla Prefettura di Catania.

Produzioni in calo

Durante l’incontro Pfizer ha illustrato i volumi produttivi previsti per il 2026. Il portfolio prodotti resterà invariato, ma con forti ridimensionamenti: il Tazocin perderà il 41% della produzione e il Mtx il 37%. Crescono invece Tygacil (+6%) e Isovorin (+67%), aumenti che però i sindacati giudicano marginali rispetto ai bassi volumi iniziali.

Sul fronte degli investimenti, l’azienda ha annunciato stanziamenti tra i 10 e gli 11 milioni di euro e il possibile slittamento al 2028 del fermo strutturale dell’area dedicata ai prodotti non penicillinici (“non pen”). Prosegue inoltre la decontaminazione dell’area “pen”, senza però investimenti destinati a un nuovo utilizzo produttivo.

“Mancano dati decisivi”

La contestazione più forte riguarda l’assenza di un quadro economico dettagliato. Secondo i sindacati non sono stati forniti elementi sufficienti sui costi industriali, sul costo unitario dei prodotti e sul reale stato di salute dello stabilimento.

Per i sindacati è proprio la competitività industriale a determinare l’assegnazione dei volumi produttivi nei grandi gruppi multinazionali. Da qui la richiesta di maggiore trasparenza anche sul rapporto tra personale diretto e indiretto.

Oltre 500 dipendenti

Il sito Pfizer di Catania conta oggi 544 dipendenti, oltre a 43 lavoratori in staff leasing (la somministrazione a tempo indeterminato, ndr) e un lavoratore a termine. Entro giugno sono previsti tra cinque e sei stacchi contrattuali.

La stessa azienda ha riconosciuto la criticità legata ai bassi volumi produttivi e ha annunciato una nuova convocazione per luglio. Nel frattempo i sindacati invitano i lavoratori a partecipare all’assemblea sindacale fissata per l’11 maggio.