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Non si ferma la mobilitazione della comunità di Spin Time. Dopo l’evacuazione dal palazzo dell'Esquilino, avvenuta nell’ormai lontana notte tra il 29 e 30 luglio, gli attivisti hanno annunciato ufficialmente una grande manifestazione nazionale a Roma per il 19 settembre. L’iniziativa sarà seguita il 20 settembre da un’assemblea pubblica.
Nello specifico, il corteo partirà dai cancelli di via Santa Croce in Gerusalemme per attraversare la città fino a raggiungere la sede di Investire SGR in via Po, la società proprietaria dell'immobile ex Inpdap. L'obiettivo dichiarato è trasformare la vertenza di Spin Time nel simbolo di un riscatto sociale per la capitale.
Garantire il diritto alla casa
“La casa è un diritto – si legge nella dichiarazione di intenti – e finché non è garantito a tutti, non possiamo più cedere terreno alla speculazione. Vogliamo un modello Roma che sia solidale e rimetta al centro il diritto all'abitare”.
Moltissimi i nomi e le prese di posizione a sostegno della battaglia di Spin Time. Tra i tanti, è arrivato anche l’appello del mondo della cultura, sottoscritto da importanti registi italiani come Marco Bellocchio, Matteo Garrone, Paolo Sorrentino, Paolo Virzì e Carlo Verdone.
Il rogo e lo sgombero mascherato
Come accennato, l’emergenza è scoppiata la sera del 29 luglio: un incendio originato in un locale tecnico ha costretto all'evacuazione dello stabile occupato dal 2013, presidio fondamentale del quartiere che si è sempre distinto per attività sociali, di accoglienza e solidarietà.
Quella che doveva essere una misura d'urgenza temporanea si è rapidamente trasformata in uno sgombero effettivo. Il team legale della comunità, guidato dall'avvocato penalista Francesco Romeo, ha denunciato le modalità della gestione della crisi: “È stato uno sgombero fatto senza rispettare il protocollo della Prefettura di Roma. In questa città l’esecuzione degli sgomberi viene sempre effettuata con passaggio da casa a casa, quando ci sono alternative pronte”. Queste le sue parole al quotidiano Domani.
La struttura è stata posta sotto sequestro e presidiata dalle forze dell'ordine, lasciando oltre 400 persone sul marciapiede senza preavviso né soluzioni abitative immediate.
La vergogna al centro di Roma
Proprio da quella notte, infatti, nel centro capitale del mondo occidentale va in onda una scena indegna di un Paese civile. In poche ore il tratto di strada dell'Esquilino si è trasformato in un accampamento di fortuna. Centinaia di sfollati – uomini, donne, anziani e bambini provenienti da 27 Paesi diversi – si sono ritrovati a dormire su brandine e teli da mare, protetti soltanto da gazebo e tende sotto il caldo torrido dell'estate romana.
Dalle madri con neonati agli anziani rimasti con gli unici oggetti infilate nelle buste di plastica, la quotidianità si è spostata sull'asfalto rovente e nelle tende, coi volontari che hanno dispensato generatori elettrici usati per i ventilatori e altri oggetti di uso comune. Quotidianamente proprio Spin Time sui social segnala ciò che serve per affrontare la giornata e resistere al caldo estremo.
La solidarietà è la parte migliore
Straordinaria è la gara di solidarietà che continua anche adesso in pieno agosto, mentre stiamo scrivendo, grazie all’impegno di attivisti, militanti, organizzazioni e sindacati. La Cgil è presente dall’inizio. Del resto, ciò che Spin Time ha dato alla cittadinanza viene restituito nel momento del bisogno. Detto altrimenti: quello che non sono in grado di fare le istituzioni, fanno i cittadini e le cittadine che si mettono una mano sulla coscienza.
Resta in primo piano la questione del diritto alla casa. Un diritto che non si può barattare con le dinamiche di mercato. “In questi anni abbiamo visto all'opera il modello Milano, con una città inaccessibile a chi vorrebbe viverla. Il piano casa del governo Meloni copia quell'idea di città: mano libera a costruttori e fondi di investimento ed edilizia popolare ridotta ai minimi termini”, spiegano gli attivisti di Spin Time.
La trattativa difficile
Sullo sfondo prosegue la trattativa per trovare una soluzione. Il sindaco Roberto Gualtieri e l'amministrazione hanno proposto l'acquisto pubblico del palazzo per destinarlo all'edilizia residenziale pubblica, ma il fondo Investire SGR continua a frapporre ostacoli.
La proprietà ha avanzato la proposta di uno stanziamento straordinario di 500mila euro al Comune per coprire le spese dell'assistenza temporanea, un’offerta considerata irrisoria di fronte all'esigenza di una soluzione definitiva.
Da parte loro, gli avvocati ricordano che le opzioni giuridiche sul tavolo sono chiare: acquisto, requisizione o esproprio. Anche la richiesta della piazza e della rete di solidarietà è chiara: impedire che un episodio accidentale possa cancellare tredici anni di welfare dal basso ed edilizia sociale nel centro di Roma. Spin Time non molla, la città l’ha capito, forse è il caso che lo facciano anche gli investitori e la politica.






















