“Oggi nel trentennale della legge 109 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati, chiediamo insieme a Libera e alla Cgil il 2% del Fondo unico giustizia, almeno per sostenere il riuso dei beni confiscati. In questo aggiungiamo un importantissimo tassello a questo percorso di riscatto e bellezza”. Ad affermarlo è Giovanni Russo, direttore della Masseria di Afragola intitolata ad Antonio Esposito Ferraioli. 

Ferraioli, addetto alla mensa della Fatme di Pagani, per difendere il diritto dei suoi colleghi a un nutrimento sano, cominciò a indagare sulla provenienza della carne che arrivava in cucina, e fu ucciso nell’agosto del 1978.

“Abbiamo inaugurato la casa d'accoglienza per donne e minori nell'ex fortino del clan – ha continuato -. Dove prima c'era camorra, malaffare, oggi abbiamo uffici, un'aula per fare formazione, un bar che si caratterizza per l'uso di prodotti del commercio equo e della cooperazione sociale e una casa d'accoglienza con quattro posti letto per donne e minori da mettere in protezione”.

“Lo facciamo insieme alla nostra comunità di cittadini - conclude -, che gestiscono i 300 orti urbani, lo facciamo con i nostri compagni di viaggio di sempre, l'associazione Libera e la Cgil. Lo facciamo con lo Spi, che ci ha accompagnato sin da subito nel fare il primo campo estivo qua, lo facciamo con le centinaia di persone che rivendicano attraverso la Masseria Antonio Esposito Ferraioli una vita senza camorra e malavita”.

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