Alla conferenza di Santa Marta, in Colombia, il 26 aprile è stata lanciata ufficialmente la Dichiarazione dei Popoli per una transizione rapida, equa e giusta verso un futuro libero dai combustibili fossili. Rappresenta il lavoro collettivo della convergenza di organizzazioni della società civile, comunità in prima linea, popoli indigeni, persone di origine africana, donne, giovani e lavoratori.

Piano d’azione

La Dichiarazione è un piano d'azione per una transizione giusta basata sui diritti umani, la democrazia energetica e la giustizia climatica e inquadra la crisi climatica come diretta conseguenza di un sistema globale radicato nel capitalismo, nel colonialismo e nel militarismo, collegando esplicitamente la dipendenza dai combustibili fossili all'aggressione geopolitica.

La coalizione esorta con urgenza i governi a riconoscere l'enorme debito ecologico che il Nord del mondo ha nei confronti del Sud, chiedendo alla "coalizione di governi volenterosi" di impegnarsi per favorire con meccanismi concreti e vincolanti una rapida, equa e finanziata eliminazione graduale dei combustibili fossili, respingendo le false soluzioni e fornendo finanziamenti pubblici incondizionati e senza debiti, nonché risarcimenti completi, essenziali per la sopravvivenza delle comunità e del Pianeta.

15 principi

La dichiarazione delinea 15 principi che devono caratterizzare la transizione affinché sia giusta. Eccoli.

1. Rapida, trasformativa e basata sulla scienza: la transizione deve essere una riforma sistemica guidata da una rigorosa scienza climatica (limitando il riscaldamento a 1,5 °C e raggiungendo un riscaldamento globale netto pari a zero entro il 2050), attingendo al contempo alle conoscenze indigene, ancestrali e popolari.

2. Giusta ed equa: riconosce le responsabilità storiche e attuali del Nord del mondo, chiedendogli di guidare l'eliminazione graduale delle emissioni e di fornire finanziamenti adeguati per il clima, basati su sovvenzioni, come riparazione al Sud del mondo.

3. Affrontare la povertà energetica e garantire l'accesso universale: garantisce il diritto universale a un accesso all'energia sufficiente, sostenibile, equo dal punto di vista di genere e non discriminatorio, considerando l'energia come un bene pubblico e dando priorità ai sistemi decentralizzati e di proprietà della comunità.

4. Efficienza, sufficienza, sovranità e uso responsabile: dà priorità al contenimento dei consumi eccessivi (soprattutto da parte delle élite e delle multinazionali) e alla sufficienza materiale rispetto all'accumulazione di capitale, rifiutando i modelli estrattivisti anche per le transizioni verdi.

5. Democrazia e sovranità energetica: promuove la proprietà democratica, comunitaria e pubblica dei sistemi energetici, garantendo che le decisioni siano prese dai lavoratori, dalle popolazioni e dai territori piuttosto che dalle multinazionali, con una profonda partecipazione alla pianificazione.

6. Diritti umani e inclusione incentrati sulle persone: pone al centro i diritti dei lavoratori, delle donne, dei migranti, delle popolazioni indigene, degli afrodiscendenti, dei giovani e dei settori marginalizzati, smantellando attivamente la discriminazione basata su genere, razza, classe e casta.

7. Governance democratica della terra, dell'acqua e delle risorse naturali: garantisce una governance equa del patrimonio naturale, proteggendo la biodiversità, la sicurezza idrica e i sistemi alimentari, nel rispetto dei diritti territoriali delle comunità e delle popolazioni indigene e promuovendo l'agroecologia.

8. Gestione sostenibile ed equa dei minerali di transizione: impone rigorosi standard in materia di diritti umani e ambientali per l'estrazione dei minerali di transizione, rifiuta l'estrattivismo, promuove un'economia circolare e proibisce l'utilizzo dei minerali a fini militari.

9. Giustizia ecologica, integrità e rigenerazione: va oltre la semplice eliminazione graduale per puntare a uno sviluppo rigenerativo, proteggendo la biodiversità e ripristinando gli ecosistemi nel rispetto dei diritti della natura.

10. Mobilitazione di finanziamenti adeguati ed equi: esige la rimozione delle barriere finanziarie, la cancellazione dei debiti illegittimi e la fornitura di finanziamenti pubblici adeguati, non indebitati, per il clima da parte dei Paesi del Nord del mondo, a titolo di riparazione, senza condizionalità politiche.

11. Nessuna falsa soluzione: rifiuta esplicitamente soluzioni alternative come la cattura del carbonio (Ccs/Beccs), l'energia nucleare, la cogenerazione di idrogeno e ammoniaca, i mercati del carbonio, la bioenergia su larga scala e l'incenerimento dei rifiuti, che ritardano l'eliminazione graduale o danneggiano le comunità.

12. Sovranità, pace e giustizia globale: collega la decarbonizzazione alla smilitarizzazione, affermando che guerre e militarismo sono tra i principali fattori di emissioni e ostacoli alla giustizia; chiede la fine dell'aggressione e dell'occupazione e il reindirizzamento della spesa militare verso sistemi essenziali per la sopravvivenza.

13. Giustizia riparativa e trasformativa: richiede lo smantellamento delle strutture storiche di disuguaglianza (colonialismo, schiavitù, patriarcato) e la fornitura di risarcimenti per i danni causati dall'estrazione e dall'utilizzo dei combustibili fossili, incluso il riconoscimento della tratta transatlantica degli schiavi come crimine contro l'umanità.

14. Solidarietà e cooperazione internazionale: chiede una cooperazione globale basata su responsabilità differenziate, condivisione tecnologica e sostegno a un trattato vincolante sui combustibili fossili, rifiutando il colonialismo verde e l'appropriazione dei processi multilaterali da parte delle multinazionali.

15. Cambiamento di sistema: afferma che la crisi climatica richiede una ristrutturazione globale del sistema economico, politico e sociale, che si allontani dal capitalismo, dal patriarcato, dal razzismo e dall'estrattivismo per approdare a un ordine rigenerativo, democratico ed equo.

La giusta transizione del lavoro

I principi devono guidare le politiche di giusta transizione del lavoro, a partire dalle linee guida dell'Ilo e dalla dichiarazione della conferenza internazionale del lavoro del 2023. Servono politiche pubbliche democratiche e partecipate, pianificazione, un ruolo forte dello Stato in economia attraverso politiche industriali, ricerca e innovazione tecnologica con investimenti per sviluppare i settori strategici della transizione, la creazione di nuova e buona occupazione con l'obiettivo della piena occupazione e il passaggio diretto dei lavoratori da un lavoro all’altro, nella riconversione con gli stessi diritti e salari, protezione sociale, riqualificazione e formazione per le nuove competenze, salute e sicurezza dei lavoratori in riferimento agli effetti del cambiamento climatico, un ruolo guida delle grandi partecipate pubbliche per guidare la riconversione ecologica e l'uscita dalle fonti fossili.

Giornate di azione globale

La Dichiarazione dei Popoli è sostenuta da giornate di azione globali. In Italia c’è stata il 27 aprile una manifestazione in piazza Capranica a Roma davanti alla sede della Camera dei deputati, a Santa Marta in Colombia è in programma una grande mobilitazione. Si tratta di iniziative con cui le comunità di tutto che il mondo chiedono alla politica di agire concretamente per l'eliminazione graduale, equa e giusta dei combustibili fossili, in linea con l'obiettivo di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C e raggiungere emissioni globali reali pari a zero entro il 2050.

Una transizione rapida, diretta, equa e giusta verso il 100 per cento di energia rinnovabile per garantire un accesso equo e universale all'energia rinnovabile, ricordando che il recente parere consultivo della corte internazionale di giustizia conferma che gli Stati hanno l’obbligo giuridico vincolante ad agire, rendendo ulteriori ritardi una violazione del diritto internazionale.

È un documento eccezionale che mostra la maturità del movimento climatico, sintetizza il lavoro e le rivendicazioni di anni e rappresenta una piattaforma collettiva per le lotte del futuro.

Il testo integrale della Dichiarazione dei Popoli è disponibile sul sito www.fossilfreerising.org