Luoghi, memorie, identità. Sono le tre parole chiave che fanno da filo conduttore al nuovo progetto artistico e multimediale della fotografa Mariangela Forcina, dedicato al rapporto fra il territorio, le persone e le trasformazioni urbane. Dal 6 al 30 ottobre la Sala Zavattini della Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (Aamod), a Roma, ospita “Voci Visive – Narrazioni sonore e fotografiche del cambiamento”, ideato e scritto insieme a Marco Neri, che attraversa quattro quartieri dell’VIII Municipio di Roma: Garbatella, San Paolo, Tor Marancia e Montagnola.

Quartieri, memorie, identità

Il Municipio VIII rappresenta un territorio particolarmente interessante perché stratificato, complesso e composto da quartieri con identità molto differenti. L'idea di fondo è che per raccontare un quartiere non bastino solo la sua architettura o il suo aspetto attuale. Ciò che rende un luogo significativo sono le persone che lo abitano, le esistenze che lo hanno attraversato, costruendo ricordi individuali e memoria collettiva.

Questa compenetrazione tra spazi, persone e memorie dà vita al progetto, che combina linguaggi diversi tra loro e al tempo stesso complementari: fotografia, ritratto, video e paesaggio sonoro. La mostra si propone dunque come un'esperienza che non si limita alla visione delle immagini, ma richiede anche l'ascolto e l’immersione totale.

Un percorso tra suoni, immagini e architetture

“Voci visive” è promosso da Roma Capitale, in collaborazione con Zètema progetto cultura, Digital room agency e Soundscape library. Il percorso si sviluppa attraverso l’incontro tra due prospettive. La prima, dedicata ai luoghi, è affidata alla ricerca fotografica di Alessio Romenzi; la seconda, rivolta alle persone, è sviluppata da Mariangela Forcina attraverso i luoghi della memoria, i percorsi quotidiani e gli spazi che hanno contribuito a costruire l’identità dei protagonisti. A corredo delle immagini la dimensione sonora, ideata da Marco Neri e realizzata in collaborazione con Alessandro Bianchi, amplia lo spazio dell’immagine attraverso un’architettura composta da registrazioni ambientali in 3D e memorie sonore dei quartieri.

Un’esperienza immersiva

Lo spettatore si trova dunque calato in un’esperienza immersiva, che invita non solo all’osservazione e all’ascolto, ma anche alla costruzione di un percorso assolutamente personale e personalizzato. Sono infatti previste 12 audioguide, che permettono a più visitatori contemporaneamente di ascoltare i panorami sonori collegati alle storie.

Il legame tra biografia e spazio urbano

“Cosa lega realmente una persona al luogo in cui vive?”: da questa domanda è partita Mariangela Forcina, che ha poi individuato sei storie da seguire, per far emergere il legame fra biografia e spazio urbano. Attraverso i racconti personali sui ricordi, le persone e i luoghi cui si sentivano legate, si è costruita la trama, poi tradotta in immagini e suoni. Una strada, una piazza, un bar, una casa, una fermata dell'autobus possono quindi diventare archivi di memoria personale.

Ed è qui che fotografia e suono assumono una funzione quasi documentaria: non registrano soltanto ciò che il quartiere è, ma cercano di registrare ciò che quel quartiere significa per chi lo vive. Dopo la tappa ospitata nella Sala Zavattini di Aamod, il progetto proseguirà dal 9 al 30 novembre presso l’Università degli Studi Roma Tre – Torre B.

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