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“In merito all’episodio raccontato dalla Gazzetta di Parma, che ha visto coinvolto Denis Genitoni, una persona con disabilità caduta mentre cercava di salire su un autobus, crediamo sia importante aggiungere anche il punto di vista di chi, ogni giorno, si trova dall’altra parte: quello degli autisti”. A dirlo è la Filt Cgil Parma, intervenendo sulla disavventura di un 30enne parmigiano affetto da osteogenesi imperfetta di tipo3, una malattia genetica rara che rende le ossa estremamente fragili.
“Prima di tutto vogliamo ribadire che gli autisti sono da sempre disponibili ad aiutare i passeggeri, soprattutto quando si trovano in condizioni di particolare difficoltà”, spiega la categoria sindacale: “È una disponibilità che nasce prima di tutto dal senso di responsabilità e dal rispetto che hanno nei confronti delle persone che trasportano. Non è quindi necessario insegnare a un autista il valore dell’umanità o della solidarietà”.
Quello che invece crediamo sia necessario, continua la Filt territoriale, è mettere “il lavoratore nelle condizioni di poter aiutare in sicurezza, anche per sé stesso. Gli autisti, infatti, non hanno ricevuto una formazione specifica e strutturata per affrontare questo tipo di interventi e, soprattutto, per conoscere con chiarezza quali siano le responsabilità e le tutele del lavoratore quando decide, spontaneamente e in buona fede, di prestare aiuto a un passeggero in difficoltà”.
Ed è proprio questo il punto, prosegue il sindacato: “Un autista può trovarsi davanti a una persona che ha bisogno di aiuto e decidere, usando il proprio buon senso e la propria sensibilità, di intervenire. Ma cosa succede se, mentre cerca di aiutare, qualcosa va storto? Chi tutela quell’autista? Perché non possiamo pensare che la disponibilità del lavoratore sia un valore quando serve all'azienda e diventi invece un rischio esclusivamente personale quando si verifica un problema”.
La Filt parmigiana sottolinea che “la disponibilità verso l'utenza è parte importante di chi presta servizio nel trasporto pubblico che deve essere di tutte e tutti, ma deve essere accompagnata da procedure chiare, formazione adeguata e soprattutto da precise garanzie per il lavoratore”.
La categoria sindacale “si augura, innanzitutto, che Denis stia bene e che episodi come questo non si ripetano”. Allo stesso tempo auspica che in questo caso, e in eventuali situazioni analoghe, l'azienda intervenga concretamente “per salvaguardare il proprio lavoratore sotto ogni aspetto: dalla tutela dell'immagine e della professionalità dell'autista, fino alla gestione di eventuali contestazioni e, qualora ne ricorrano i presupposti, anche alla copertura delle conseguenze economiche derivanti da eventuali responsabilità o richieste di risarcimento”.
Per la Filt “un autista che, davanti a una persona in difficoltà, tende una mano, non dovrebbe mai trovarsi nella condizione di dover scegliere tra aiutare e rischiare personalmente. La disponibilità verso i passeggeri è un valore che gli autisti vogliono continuare a coltivare”.
La categoria Cgil così conclude: “Proprio per questo chiediamo che chi quella disponibilità la mette concretamente in pratica non venga lasciato solo. La Filt Parma continuerà a porre attenzione anche a questo aspetto: chi lavora ogni giorno a contatto con il pubblico deve essere messo nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro con professionalità, umanità e adeguate garanzie”.






















