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Interrotte le trattative per il rinnovo del contratto aziendale, scaduto da quasi due anni. Attivate le procedure di raffreddamento e conciliazione: Filt, Fit, Ugl, Fast e Orsa denunciano offerte economiche insufficienti e mancate risposte su salari, genitorialità e conciliazione vita-lavoro.
La trattativa per il rinnovo del contratto collettivo aziendale di Italo si è interrotta. Ieri, venerdì 9 ottobre, Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Ferrovie hanno annunciato l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione, passaggio che può precedere la proclamazione dello sciopero. “Senza una svolta concreta e una piena assunzione di responsabilità da parte dell’azienda si va verso lo sciopero”, avvertono le organizzazioni sindacali.
Salari e condizioni di lavoro al centro dello scontro
Il contratto è scaduto da quasi due anni. Secondo i sindacati, le proposte economiche presentate dall’azienda sono insufficienti a recuperare il potere d’acquisto perso, mentre alle lavoratrici e ai lavoratori vengono richiesti ulteriori incrementi di produttività e flessibilità.
“Italo si espande, macina utili e distribuisce dividendi. Ai lavoratori, invece, riserva un contratto scaduto da quasi due anni”, sottolineano le cinque organizzazioni, contestando una crescita aziendale che, a loro giudizio, non si traduce in un miglioramento delle condizioni del personale.
Tra i punti sui quali non sono arrivate risposte adeguate ci sono il recupero salariale, la previdenza complementare e le tutele per la genitorialità. I sindacati denunciano inoltre l’assenza di proposte per migliorare la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.
La situazione riguarda in particolare il personale operativo, al quale, secondo le organizzazioni sindacali, viene chiesta un’ulteriore disponibilità senza un corrispondente miglioramento delle condizioni contrattuali. Al tavolo del rinnovo, aggiungono, l’azienda ha presentato proposte delimitandone alcuni aspetti come non negoziabili.
Per Filt, Fit, Ugl, Fast e Orsa, il recupero salariale non può essere accompagnato da nuove ricadute negative sulla vita privata e sulle tutele dei dipendenti. Dopo quasi due anni di attesa, sostengono, il rinnovo deve produrre miglioramenti concreti.
Il nodo del contratto di riferimento
Resta aperta anche la questione della confluenza verso il contratto di riferimento del settore ferroviario. Le organizzazioni sindacali giudicano insufficienti le garanzie fornite dall’azienda, nonostante il tema sia stato richiamato negli impegni assunti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti durante la riunione del 9 giugno scorso.
La vertenza entra ora nella fase delle procedure di raffreddamento e conciliazione. L’esito del confronto sarà decisivo per capire se sarà possibile riprendere la trattativa o se si arriverà alla proclamazione dello sciopero.






















