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The Cost of Growth è il documentario di Anuna De Wever e Lena Hartog, per la regia di Thomas Maddens, che si interroga sul legame, strettissimo, tra il perseguimento della crescita economica a tutti i costi e la crisi climatica ormai irreversibile. Il documentario, ora disponibile sulla piattaforma Open DDB, è passato al cinema per una proiezione speciale a Bologna lo scorso 15 gennaio, al Cinema Galliera, per il ciclo Sala Open. Sarà di nuovo in replica martedì 20 gennaio alle 19.
Per chi stiamo facendo crescere questa economia?
“Per chi stiamo facendo crescere questa economia? E qual è il costo per l’umanità?” A partire da queste domande, le due attiviste ci accompagnano nelle comunità locali che provano a resistere, immaginando scenari alternativi. La forza di questo viaggio nasce da una debolezza. Si tratta della presa di coscienza, da parte delle due attiviste, della più grande illusione del decennio: pensare che l’economia verde e la transizione energetica potessero rappresentare la svolta di per sé. Ma verde, come ben articolano le voci nel documentario, non significa automaticamente “pulita”.
Il caso della Serbia: auto elettriche al prezzo di tumori
Lo racconta bene il caso della Serbia, dove un’intera comunità agricola è stata letteralmente “sbancata” per favorire l’estrazione di minerali, in particolare il litio, fondamentali nella produzione di auto elettriche. Esemplari da migliaia di euro che verranno poi venduti in Germania, Inghilterra e altri paesi europei, a élite bianche che possono permettersi di acquistarli. Gli attivisti locali hanno fronteggiato la Rio Tinto, multinazionale anglo-australiana che si occupa di estrazioni minerarie, anche in una sede illustre come quella dell’Unione Europea. Ed è proprio in questo confronto che la maschera cade.
L’inefficacia delle politiche europee
Il confronto tra “Davide e Golia” spinge, infatti, a una riflessione sull’inefficacia delle politiche europee: l’Accordo di Parigi sul clima e quelli che sono seguiti altro non sono che operazioni di facciata, un greenwashing che tiene a bada l’opinione pubblica, ma non si traduce in atti concreti. Il problema di fondo – come spiegano gli intervistati – sta nel mito della crescita infinita su cui si basa la nostra economia. Non basta, dunque, fare attivismo distruggendo il sistema attuale, è necessario costruirne uno nuovo.
La prigione della crescita senza fine
Una nuova struttura economica, in cui i volumi produttivi non siano orientati al massimo per tutte le merci, così come chiede oggi il mercato, ma indirizzati verso ciò che veramente serve: più case, per esempio. Per risolvere l’emergenza abitativa, alcuni attivisti olandesi hanno avviato ad Amsterdam, un progetto di edilizia cooperativa. The Cost of Growth collega con un filo rosso diverse esperienze: quella olandese, le lotte locali contro l'estrattivismo in Serbia, quelle per la democratizzazione del lavoro in Italia (GKN) e contro la colonizzazione del territorio Sapmi in Norvegia, dove pascoli e coltivazioni sono stati sradicati per fare posto alle turbine eoliche. La soluzione non è automaticamente produrre energie rinnovabili, se per farlo si distruggono il lavoro e la vita di un’intera comunità.
Dall’attivismo isolato a quello di comunità
Un altro aspetto interessante su cui si è spinti a riflettere, sono i rapporti tra crescita economica, lavoro e consumo. È un circolo vizioso: lavoratori poveri diventano consumatori poveri, spinti ad acquistare beni a prezzi sempre più bassi, perché prodotti tagliando sul costo del lavoro, sulla sicurezza, sul rispetto delle norme ambientali. Noi consumatori siamo spesso ciechi e sordi alle istanze climatiche, finché non diventano terribilmente impattanti nel nostro quotidiano. Siamo parte di un modello economico chiaramente in crisi, ma che non vuole decidersi a morire. Ma a che prezzo? Al centro del documentario, il messaggio è forte e chiaro: cambiare il sistema è possibile e molte organizzazioni della società lo stanno già facendo. Ma nel momento storico in cui l’umanità è più isolata e parcellizzata di sempre, l’unica soluzione può essere la comunità. Quel villaggio che serve per educare un bambino.
























