Sono tempi difficili per l’Officina Nicolazzi di Alzo di Pella (Novara), storica azienda (fu fondata nel 1960) produttrice di rubinetteria di lusso e di fascia alta per bagni e cucine. Per fronteggiare la crisi la società ha dato in affitto un ramo d’azienda alla Paini di Pogno (Novara), ma la ditta subentrante garantirebbe soltanto 36 posti di lavoro su 56.

Gli esuberi, dunque, sarebbero 20. Il 31 luglio è stata intanto avviata una procedura di licenziamento collettivo per 11 dipendenti, una misura contestata da Fiom Cgil e Fim Cisl territoriali, che chiedono il ritiro degli esuberi, l’apertura di una trattativa per esplorare altre soluzioni, a partire dagli ammortizzatori sociali, nonché percorsi di ricollocazione professionale per i lavoratori coinvolti. Il prossimo incontro è in calendario per mercoledì 26 agosto.

“Ho affrontato questa fase con l’obiettivo di garantire un futuro produttivo allo stabilimento e salvaguardare il maggior numero di posti di lavoro”, ha dichiarato il proprietario Bruno Nicolazzi: “Le proposte ricevute dalle multinazionali non garantivano la permanenza qui dei vari reparti, pertanto sono state respinte. La riorganizzazione è una scelta dolorosa ma inevitabile per consentire alla nuova struttura di operare in condizioni di sostenibilità industriale”.

“La situazione è grave e contraddittoria”, commentano per ora Fiom Cgil e Fim Cisl, in attesa dell’incontro di mercoledì 26: “L’accordo di affitto è stato perfezionato a ridosso dell’avvio dei licenziamenti. Lo schema prescelto crea zone d’ombra e rischia di generare disparità tra i lavoratori, escludendo dal perimetro produttivo determinate professionalità e fasi di lavorazione che avrebbero invece titolo per rientrare nella nuova struttura societaria”.