L’annuncio è stato scioccante: stop alla produzione e delocalizzazione dell’attività in Germania. Questa la decisione della Mapal di Gessate (Milano), filiale italiana dell’omonimo gruppo tedesco, attivo nella produzione di utensili di precisione per l'asportazione del truciolo e la lavorazione dei metalli per settori ad altissima precisione (come automotive e aerospaziale).

L’azienda, presente in 25 Paesi per complessivi 4.850 dipendenti, ha varato un piano di “riallineamento strategico delle strutture del gruppo”, che prevede la dismissione della produzione nello stabilimento lombardo (presente dal 1989) e lo spostamento dei macchinari negli impianti tedeschi, con il conseguente licenziamento di 40 lavoratori (su 90 addetti complessivi).

“L’Italia – ha dichiarato il presidente Jochen Kress – continuerà comunque a rappresentare un mercato strategico per il gruppo Mapal”. Nel sito di Gessate, dunque, resterebbero tutti i servizi diversi dalla produzione, come l’amministrazione, i reparti commerciali e di vendita, la consulenza tecnica e l’assistenza clienti in Italia.

Fiom: “No alla contrapposizione tra lavoratori e siti”

Un secco no al piano della multinazionale arriva dalla Fiom Cgil: “Quando siamo stati informati delle intenzioni aziendali, non solo abbiamo espresso tutta la nostra contrarietà a un’operazione che cancella posti di lavoro e mette a repentaglio il futuro del sito, ma abbiamo proclamato uno sciopero che ha registrato un’altissima adesione tra i lavoratori”.

La categoria milanese rifiuta “la logica della contrapposizione tra lavoratori e siti. Non servono licenziamenti, ma investimenti in innovazione e ricerca che puntino alla diversificazione dei prodotti, salvaguardando i posti di lavoro. È con questa posizione che ci presenteremo ai prossimi appuntamenti con l’azienda”.