Che fine fanno le donne dopo che hanno raggiunto un certo numero di anni, con l’arrivo della vecchiaia? Purtroppo non una bella fine, perché sono varie le forme di violenza che sono costrette a subire, da un punto di vista fisico e psicologico: fisico perché anche loro continuano a essere vittime di violenze di carattere sessuale, ma troppo spesso questo è un aspetto tenuto sommerso, quasi non faccia notizia, o addirittura considerato una sorta di “reato minore”, in fondo non troppo grave, perché ormai l’età è quella, e c’è poco da indignarsi.

A tutto questo si somma una violenza psicologica forte, pesante e pressante, pressoché quotidiana e difficile da gestire, per troppi difficile anche da comprendere, e si fa prima a volgere lo sguardo, o l’orecchio, da un’altra parte. Approcci e commenti vengono rivolti a persone trattate come vuoti a perdere, scadute, alle quali la frase detta così, a cuor leggero, una battuta per scherzare insieme agli amici, in fondo non viene considerata offesa, perché pronunciata tanto per dire, senza pensare, anzi pensando male, e tutto finisce lì. Ma per molte donne non finisce affatto, continua a scavare dentro, a volte troppo in fondo, sino a raggiungere estreme conseguenze.

Di questi temi, e di molti altri a essi legati, si occupa il libro di Patrizia Fistemaire, psicologa del Servizio sanitario nazionale e operatrice nei consultori pubblici, ed Eleonora Pinzuti, scrittrice e Research Fellow presso l’Università di Siena. Già nel titolo, Vecchie e bastonate. Donne, corpi, poteri dopo i cinquant’anni (pp. 143, euro 15), vengono evidenziati contenuti e obiettivi della loro ricerca, suddivisa in due parti e una dozzina di capitoli, attraverso i quali i temi proposti incontrano analisi e testimonianze, racconti e riflessioni, e in cui vecchiaia e ageismo intersezionale cercano anche delle strade, indicano soluzioni.

Un libro prezioso per chi lo leggerà, trovando argomenti poco battuti ma che, volente o nolente, più o meno direttamente, ci riguardano in prima persona. E le due autrici, come era nelle intenzioni, riescono a parlar chiaro, costringendo il lettore a fare i conti con se stesso.