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Le dichiarazioni rese in Senato dal sovrintendente del teatro La Fenice Nicola Colabianchi sull’autonomia delle fondazioni continuano a far discutere e – dicono le organizzazioni sindacali – “contrastano con la realtà gestionale che viviamo quotidianamente”. Dopo il commento del segretario generale della Slc Cgil Veneto, il sovrintendente si è detto “deluso dal constatare come un rappresentante sindacale abbia frainteso le mie parole, ignorando le normative vigenti relative alle fondazioni e le proposte contenute nel nuovo Codice dello Spettacolo. Inoltre –ha aggiunto – mi sono state attribuite affermazioni, intenzioni e dichiarazioni che non ho mai espresso e che non riflettono il mio pensiero”.
Atalmi, Slc: “Deluso per la delusione di Colabianchi”
Ma il leader della Slc regionale, Nicola Atalmi, non ci sta e ribadisce a sua volta: “Non posso che esprimere delusione per la delusione del sovrintendente Colabianchi. Le mie dichiarazioni, che rivendico e confermo, si riferiscono agli articoli apparsi sui giornali”. Il dirigente sindacale cita, a comprova di quanto affermato, due articoli usciti l’11 febbraio su Nuova Venezia e sul Gazzettino, che recitano testualmente “Fenice, Colabianchi chiede più poteri”.
Le parole del sovrintendente su “Nuova Venezia” e “Il Gazzettino”
Nei due articoli, che avevano come tema l’intervento del Maestro nel corso dell’audizione al Senato, si attribuisce a Colabianchi una posizione secondo la quale il sovrintendente dovrebbe essere l’unico organo di gestione, mentre il Consiglio di indirizzo non dovrebbe avere ruoli operativi. “Per non parlare del tema della programmazione semestrale che le impedisce di chiamare Direttori di rango perché già impegnati – commenta Atalmi – il che potrebbe far pensare che i Direttori che contrattualizza ora La Fenice siano di serie B”.
Il botta e risposta Atalmi-Colabianchi
Colabianchi, dal canto suo, invita caldamente a consultare le sue dichiarazioni, disponibili integralmente anche in video sul sito del Senato, “per una piena comprensione delle mie posizioni”. Ma il segretario della Slc Cgil rispedisce in blocco al mittente: “caro sovrintendete, “se questo non è il suo pensiero, e me lo auguro, la invito a chiedere una rettifica alle due testate”.
I sindacati: “Dichiarazioni che offendono la dignità di chi lavora”
Anche le segreterie regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials Cisal sono intervenute, con un comunicato congiunto, in merito alle recenti dichiarazioni del sindaco e del sovrintendente. “Riteniamo doveroso ristabilire alcuni punti di verità a tutela della dignità e della professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori del Teatro La Fenice – si legge nel comunicato – Respingiamo con fermezza le accuse di ‘nonnismo’ o di un presunto ‘pensiero unico’ che imporrebbe la protesta. Parlare di una minoranza che trascina una maggioranza silenziosa significa offendere l’intelligenza e la libertà di centinaia di professionisti che, con il loro voto e la loro partecipazione, hanno sostenuto consapevolmente le mobilitazioni di questi mesi”.
"Il welfare aziendale non è una concessione”
Le organizzazioni sindacali proseguono rivendicando la forza del pluralismo e della rappresentanza come espressione concreta di democrazia. “Accogliamo con favore il recente dietrofront sul welfare aziendale, ora annunciato come imminente dopo mesi di rinvii. – aggiungono – Tuttavia, non accettiamo che un riconoscimento economico sotto forma di welfare, introdotto per attenuare le gravi ricadute economiche causate dal mancato rinnovo del ccnl per oltre vent’anni, venga oggi presentato come una concessione”.
“La Fenice merita una programmazione all’altezza”
Il riferimento è agli emolumenti previsti dal contratto, che a novembre erano stati congelati. “Un teatro d’opera non è un’arena sportiva in cerca del ‘colpo di mercato’ – concludono le organizzazioni sindacali – è un’istituzione culturale che produce arte attraverso il lavoro collettivo, non attraverso il marketing delle singole personalità”. Infine, una stoccata alla presunta assenza di nomi di rilievo internazionale nella prossima stagione con generici “motivi tecnici” o esigenze di “visibilità”: “La Fenice merita una programmazione all’altezza della sua storia, fondata sul merito artistico e su una visione culturale solida, non su opportunità mediatiche o politiche contingenti”.





















