Che questo governo faccia del tema sicurezza e del tema immigrazione strumenti di propaganda si sa da tempo. I provvedimenti che sta emanando e i suggerimenti all’Europa per quelli di sua competenza sono tutto il contrario che una seria assunzione di responsabilità rispetto a un fenomeno, quello delle migrazioni, che non si può fermare, che è diventato un’emergenza di solidarietà e forse anche democratica.

A lanciare l’allarme, forse più di un allarme, sono la Fp Cgil e il Coordinamento Fp Cgil della Commissione nazionale per l’asilo e delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale che in una nota affermano: “Il 1° giugno entrerà in vigore in tutti i Paesi membri dell’Unione europea il c.d. ‘Patto asilo e migrazione’: si tratta di un pacchetto di misure che modifica e sostituisce gran parte delle norme del sistema comune europeo in materia di asilo. Un provvedimento che rischia di svuotare il contenuto minimo del diritto di asilo e tradisce i principi di solidarietà e di rispetto dei diritti fondamentali che erano alla base del Manifesto di Ventotene, rendendo ancora più difficile richiedere ed ottenere la protezione internazionale”.

Attraversando il mare e la terra arriva ai confini dell’Europa chi scappa da guerre, persecuzioni e “semplicemente” fame. Secondo il diritto internazionale e la Costituzione italiana ha diritto di essere accolto, magari tutelato. “Il nuovo Patto – si legge ancora nella Nota - seguito dal disegno di legge licenziato ieri dal governo, ridisegna anche il concetto di ‘Paese Terzo Sicuro’ ampliando la possibilità per gli Stati Ue di dichiarare inammissibili le domande di protezione internazionale e di indirizzare i richiedenti verso Stati non Ue considerati sicuri. Così si favoriranno le procedure di rimpatrio e di esternalizzazione delle procedure del trattenimento (come, ad esempio, con il modello dei centri in Albania), determinando il restringimento del riconoscimento del diritto di asilo”.

Già, l’Albania. E il “funzioneranno, funzioneranno, funzioneranno” ripetuto come un mantra. Come se il problema fosse il funzionamento del Centro in Albania e non il destino di centinaia di uomini e donne che ora si vuole impedire arrivino codificando il blocco navale.

“Il governo – afferma ancora la Fp Cgil - ha colto l’occasione dell’entrata in vigore di questo pacchetto di misure che alimenta gli elementi di criticità del sistema di protezione internazionale e asilo, testimoniati dalle difficoltà che vivono quotidianamente le lavoratrici e i lavoratori che operano all’interno delle Commissioni territoriali e della Commissione nazionale per il diritto d’asilo, per infliggere un ulteriore colpo al sistema pubblico. Per adempiere agli obblighi previsti dal Patto, infatti – si legge ancora - è stata autorizzata l’assunzione di 240 funzionari e 70 assistenti amministrativi, a tempo determinato, tramite agenzie di lavoro interinale, invece di procedere alle necessarie assunzioni a tempo indeterminato in un settore che svolge una funzione essenziale, con professionalità chiamate ad aggiornarsi costantemente per valutare e decidere della vita delle persone in fuga da situazioni di crisi. Ambito che sarà ora prevalentemente composto da lavoratrici e lavoratori precari”.

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“Di fronte a questo ennesimo attacco al sistema pubblico e al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale avvieremo una nuova mobilitazione sindacale che coinvolgerà tutte le colleghe e tutti i colleghi delle Commissioni territoriali e della Commissione nazionale per il diritto d’asilo, a qualunque titolo assunti, per rivendicare il riconoscimento della professionalità di chi opera in tale ambito e il rispetto del diritto di asilo sancito dalla nostra Costituzione", conclude la nota.

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