Neanche Godot si era fatto aspettare tanto. Ci sono voluti vent’anni per riuscire a sbloccare la stasi del contratto per i lavoratori delle dodici fondazioni lirico-sinfoniche italiani. Vent’anni in cui la mancanza di un rinnovo ha fortemente minato uno dei settori di eccellenza del nostro comparto culturale. Facile prendersela, per l’uomo della strada, con le produzioni operistiche da milioni di euro. Più difficile pensare a musicisti, cantanti del coro, maestranze che per anni sono andati in scena (o dietro le quinte) ricevendo una parte residuale, al confronto con i compensi d’oro di pochi.

Ma stavolta era stato chiaro, sin dall’inizio della nuova stagione teatrale, che lavoratori e sindacati non avrebbero più atteso. L’ipotesi di intesa, sottoscritta ieri dal Ministero della cultura con Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Anfols, è il frutto della mobilitazione degli ultimi due mesi. I sindacati avevano, infatti, annunciato il blocco di tutte le prime recite, tra cui lo sciopero al Teatro Regio di Torino, al San Carlo di Napoli, al Massimo di Palermo e all’Opera di Roma. Sono, invece, annullati, gli scioperi che erano ancora in programma, tra cui la sempre molto attesa prima della Scala di Milano.

L’INTESA 

L’ipotesi di intesa prevede il recupero del triennio 2019-21 e pone le basi per il rinnovo del 2022-24, con un aggancio alla dinamica del pubblico impiego. Nella pratica, sono previsti un aumento salariale del quattro per cento, un’una tantum dell’otto più una di 250 euro, estesa anche a coloro che hanno avuto un contratto a tempo determinato nel corso di quel triennio. Resta fuori il periodo antecedente agli ultimi tre anni, ma le parti hanno deciso di rinviare la discussione in attesa di condizioni di copertura economica che lo consentano.

L’intesa apre la strada anche al rinnovo, in tempi rapidi, per il triennio in essere e che si concluderà nel 2024, con l’impegno a presentare al Ministro Sangiuliano una proposta: agganciare i futuri rinnovi alle dinamiche retributive e normative del pubblico impiego. Il testo definitivo dovrebbe arrivare fine mese, per passare al vaglio delle assemblee dei lavoratori dopo l’incontro al dicastero del Collegio Romano.

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LAVORO AUTONOMO

Anche sul fronte degli autonomi si registra un avanzamento che vedrà presto le parti affrontare il tema di un equo compenso. “Legare la dinamica contrattuale a quella del pubblico impiego è un obiettivo che definisce meglio il loro ruolo di rilevanza nella cultura del Paese. - commenta la Segretaria nazionale Slc-Cgil Sabina Di Marco - Vediamo finalmente la luce in fondo al tunnel di una paralisi contrattuale che non dava ragione dell’alta professionalità dei lavoratori delle Fondazioni lirico-sinfoniche”

Di grande importanza, come sottolineato da De marco, sono i passi avanti rispetto al lavoro autonomo: “Contrattare i minimi e i massimi in relazione ai principi dell'equo compenso sanerebbe finalmente un vulnus per una consistente platea di lavoratori”.