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La scienziata

Margherita Hack, una donna tra le stelle

Ilaria Romeo
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Il 29 giugno 2013 muore a Trieste Margherita Hack, astrofisica, accademica e divulgatrice scientifica. Una donna speciale, “fulgida figura di astrofisica, donna di granitica fattura, autonoma, indipendente, incarnazione del libero pensatore”, nelle parole di Maria Luisa Agnese.

Dopo aver compiuto gli studi senza sostenere gli esami di maturità a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale presso il Liceo classico statale Galileo di Firenze, Margherita si laurea in fisica nel 1945 con una votazione di 101/110.

Professoressa ordinaria di astronomia all'Università di Trieste, sarà la prima donna italiana a dirigere l’Osservatorio Astronomico della città portandolo a rinomanza internazionale. Componente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, farà parte di gruppi di lavoro dell’Esa e della Nasa.

Profondamente atea era solita ripetere che l’etica non deriva dalla religione, ma da principi di coscienza che permettono a chiunque di avere una visione laica della vita, ovvero rispettosa del prossimo, della sua individualità e della sua libertà.

“L’etica laica e in particolare l’etica degli atei - scriveva - che non credono in nessuna entità superiore non meglio definita, ma solo nel dato di fatto dell’esistenza della materia che origina le strutture presenti nell’Universo, da cui si originano anche gli esseri viventi dai più semplici ai più complessi, si basa sul rispetto del prossimo, uomo o animale che sia e può essere riassunta dai comandamenti di Cristo, che certo non era figlio di dio, ma una delle più grandi figure dell’umanità, che ha preceduto i suoi tempi di molti secoli ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’ e ‘Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te’. Per attenersi a questi comandamenti non c’è bisogno di credere in dio, non lo si fa per la speranza in un al di là in cui non si crede, ma solo per un sentimento di fratellanza universale che deriva dalla nostra comune origine da quella materia che costituisce l’Universo”.

Il 12 agosto 2010 riceve a Torre del Lago Puccini il premio come ‘Personaggio gay dell’anno’ per la sua attività a favore dei diritti civili e del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. 

“Siamo un paese arretrato - diceva nell’occasione - che non sa cos’è il rispetto della libertà. Il Vaticano è certamente un deterrente che influenza la classe politica, ma la politica non è libera e non ha il coraggio di reagire. E se non reagisce questo significa che è più bacchettona della Chiesa e non sa cos’è il rispetto della libertà altrui”.

Favorevole all’eutanasia (“un modo per sollevare dalla pena un uomo che soffre”), nel 2011 sottoscriverà il proprio testamento biologico, partecipando nel 2016 al docu-film Lunàdigas con una sua testimonianza sulla scelta di non avere figli.

Da sempre oppositrice di Berlusconi si candiderà più volte alle elezioni, ottenendo in alcune occasioni anche il seggio al quale però rinuncerà sempre. Muore nella notte del 29 giugno all’ospedale di Cattinara, a Trieste, dove era ricoverata una settimana prima. Aveva compiuto 91 anni il 12 giugno precedente.

Della morte non aveva mai avuto paura, nemmeno negli ultimi giorni: “Quando ci sono io non c’è la morte - era solita ripetere - e quando c’è la morte non ci sarò io”.

“Un’amica della sinistra” - dirà di lei Nichi Vendola - Una scienziata di alto livello, una militante di sinistra mai ipocrita ma sempre appassionata, una donna straordinaria. L’Italia perde una delle sue figure più prestigiose”.

“Esprimo il mio profondo cordoglio personale e del governo per la scomparsa di Margherita Hack - gli faceva eco Enrico Letta - L’Italia e la comunità internazionale perdono una protagonista assoluta della ricerca scientifica. Una donna che è stata, inoltre, capace di affiancare con passione l’impegno professionale a quello sociale e politico. Una testimonianza che resterà preziosa”.

“Apprendo con commozione la triste notizia - scriveva il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai familiari della scienziata - È stata una personalità di grande rilievo del mondo della cultura scientifica, che con i suoi studi e il suo impegno di docente ha costantemente servito e onorato l’Italia anche in campo internazionale. Ha rappresentato nello stesso tempo un forte esempio di passione civile, lasciando una nobile impronta nel dibattito pubblico e nel dialogo con i cittadini. Partecipo con sinceri sentimenti di vicinanza al cordoglio di tutte le persone che l’hanno avuta cara”. 

Una curiosità: il 16 marzo 1891 nasce a Castelfranco Emilia Alfonsina Rosa Maria Morini nota con il nome da coniugata di Alfonsina Strada. Inseparabile dalle due ruote, sarà la donna che sfiderà le regole maschili del giro d’Italia e per farlo passerà alla storia. A lei saranno intitolate strade, parchi, libri, spettacoli teatrali e canzoni come Bellezze in bicicletta cantata dal Quartetto Cetra e Mina. 

Nel 2010 i Têtes de Bois le dedicheranno Alfonsina e la bici, una canzone accompagnata da un video bellissimo, interpretato proprio da Margherita Hack. Una pioniera per ricordare un’altra pioniera. L’omaggio di una donna meravigliosa a una donna meravigliosa. Due donne speciali alle quali noi ragazze - giovani e meno giovani - e non solo noi ragazze, dobbiamo tantissimo.