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I nostri suggerimenti

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Gli archivi dell'Aamod, il ritorno di Ascanio Celestini, la scuola per infermieri nel doc di Philibert. E, ancora, arte e lavoro come vocazione in due serie tv e una canzone per i tecnici dello spettacolo

 

LIBRI
Gli Annali dell’Aamod
Esce l’edizione 2020 degli Annali dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico. Una speciale pubblicazione monografica dedicata a La conquista dell’Impero e le leggi razziali tra cinema e memoria. Il volume, curato da Carlo Felice Casula, Giovanni Spagnoletti, Alessandro Triulzi e coordinato da Paola Scarnati, uscirà in libreria a settembre, ma è già disponibile sul catalogo online di Effigi Edizioni. Il numero ha in appendice le schede dei film sull’argomento per ripercorrere, attraverso l’immaginario cinematografico, la costruzione di stilemi e stereotipi del consenso. (m.a.f.)

CINEMA
In ogni istante, gli infermieri di Nicolas Philibert
Nicolas Philibert è uno dei maggiori documentaristi viventi. Dopo il capolavoro Essere e Avere del 2002, in cui passava un anno nella classe di una scuola elementare, ecco l'ultimo In ogni istante: la stessa operazione viene ripetuta con una scuola per infermieri. Sotto i nostri occhi i giovani si formano, dal massaggio cardiaco alle lezioni di etica (“Un infermiere si occupa di tutti senza distinzioni di classe, razza e religione”): la cura dunque come lavoro ma anche preoccupazione dell'altro. Sempre fuori campo, limitandosi a osservare, senza facili eroismi ma con un serio impegno quotidiano. Niente è puntualizzato, tutto affidato allo spettatore: gli infermieri sono persone normali e insieme sono gli ultimi umanisti, ma questo non si dice mai. In tempo di Covid clamorosamente attuale. Si può vedere nella sala virtuale di Wanted Cinema. (e.d.n.)

TEATRO
Radio Clandestina compie 20 anni: Ascanio Celestini in scena a Pesaro
Allo scoccare della mezzanotte di lunedì 15 giugno, Celestini andrà in scena al Teatro Sperimentale di Pesaro nella data che segna la riapertura degli spazi culturali. Lo spettacolo ha debuttato vent’anni fa, raccontando i tragici episodi dell’occupazione nazista e l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Il monologo inaugura la rassegna Tornateatro! (m.a.f.)

MOSTRE
Donne al lavoro: un’esperienza virtuale
Se i musei hanno riaperto le porte dal 18 maggio, l’arte ha comunque sperimentato l’alternativa virtuale come esperienza di fruizione. Così per Donne al lavoro, la mostra fotografica a cura di Raffaella Perna e Giovanna Olivieri, con le immagini del fondo di Noi Donne e il supporto del coordinamento esteri della Cgil. La mostra è reperibile attraverso Archivia, biblioteca specializzata in storia e cultura delle donne. (m.a.f.)

MUSICA
Lost in desert: le canzoni dedicate ai tecnici dello spettacolo
“Senza di voi, mancherebbe lo show”. Sono in qualche modo queste le parole di riconoscenza che alcuni big della musica hanno voluto rivolgere ai tecnici dello spettacolo, i lavoratori intermittenti, tra i più colpiti dalla crisi e rimasti a casa come gli, ma senza lavoro. In quarantena è nato il progetto Lost in desert. L’idea è venuta a Rodrigo D’Erasmo che ha coinvolto, tra gli altri, Daniele Silvestri e Rancore, con la special guest da oltreoceano Joan As Police Woman. 

Anche Colapesce canta Neil Young in segno di affetto verso i tecnici del suo tour. A loro andrà il ricavato dell’Ep contenente le cinque cover, reperibile su Bandcamp. Si intitola Off The Beach. (m.a.f.)

SERIE TV
Unorthodox e Shtisel: arte e lavoro come vocazione
Entrambe disponibili su Netflix, queste serie andrebbero viste in successione: scegliete voi l’ordine. I protagonisti sono ebrei ortodossi, ma la città cambia: New York (Williamsburg) per Unorthodox e Gerusalemme (Gerula) per Shtisel. Il tema è classico: lo scontro tra tradizione e modernità che porta a una rottura con la comunità di appartenenza. La modernità in questo caso è rappresentata da una vocazione artistica (il canto per la protagonista di Unorthodox, la pittura per il protagonista di Shtisel) che vuole diventare scelta di lavoro e dunque di libertà. In più, una grande interprete in entrambe le serie: la pluripremiata attrice israeliana Shira Haas. Un consiglio: fate uno sforzo e guardatele in originale. L’impasto linguistico (yiddish, ebraico, inglese, tedesco) è essenziale. (s.i.)