Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

Clima

Cop26, una bozza di speranza

Foto: Marco Merlini
Patrizia Pallara
  • a
  • a
  • a

Zero emissioni intorno a metà secolo e riduzione del 45 per cento al 2030 i punti principali della prima versione di accordo della conferenza Onu sul clima in corso a Glasgow, con l'impegno a limitare il riscaldamento a 1,5 gradi fino al 2100. Sette pagine che adesso passeranno al vaglio dei governi

Zero emissioni di CO2 "intorno a metà secolo e riduzione del 45 per cento al 2030”. Sono gli obiettivi principali contenuti nella bozza di accordo della Cop26, la Conferenza Onu sui cambiamenti climatici in corso a Glasgow, pubblicata dopo lunghi negoziati e tanti tira e molla. Sette pagine che dovranno essere esaminate dai governi per le loro osservazioni, in cui si ribadisce l'impegno di "lungo termine" a mantenere l'aumento della temperatura globale sotto i 2°C e a perseguire l'obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5°C.

Il documento specifica che l’esigenza di ridurre "il limite di emissioni globali di anidride carbonica a 1,5°C al 2100 richiede rapide, profonde riduzioni delle emissioni globali di gas serra", ed entrando nel dettaglio prevede appunto "la riduzione di emissioni globali di anidride carbonica del 45 per cento al 2030 rispetto al livello del 2010", in modo da raggiungere l'obiettivo dello "zero netto intorno alla metà del secolo". La bozza "invita le parti a considerare ulteriori opportunità di ridurre le emissioni di gas serra che non sono anidride carbonica", "chiede alle parti di accelerare l'eliminazione del carbone e dei sussidi ai combustibili fossili" e "sottolinea l'importanza critica delle soluzioni basate sulla natura e degli approcci basati sugli ecosistemi, compreso proteggere e ripristinare le foreste, nel ridurre le emissioni e proteggere la biodiversità".

C’è poi la questione del fondo di aiuti per i Paesi meno sviluppati entro il 2023 previsto dall'Accordo di Parigi: la bozza di accordo accoglie favorevolmente gli impegni che hanno l'obiettivo di arrivare al più tardi nel 2023 al target dei 100 miliardi di dollari all'anno, sollecitando però la necessità di aumentare il sostegno, e nota con rammarico che neppure il target dei 100 miliardi all'anno dal 2020 è stato ancora raggiunto.

Spazio anche ai giovani e alle popolazioni indigene nella bozza, che riconosce a questi soggetti e alla società civile l'importante ruolo nel contribuire ai progressi verso l'obiettivo della Convenzione dell'Onu sui cambiamenti climatici e gli obiettivi dell'Accordo di Parigi, sollecitando le parti a garantire una significativa partecipazione dei giovani nel processo decisionale. Il documento invita quindi le future presidenze delle Cop a organizzare piattaforme di discussione annuali fra le parti e i giovani e incoraggia ad accrescere la piena, significativa ed eguale partecipazione dei popoli indigeni e delle donne nell'azione climatica, e a garantire mezzi di attuazione rispettosi del genere.

Leggi anche

Il punto di vista

“A Glasgow ci vogliono parole chiare”

Patrizia Pallara

Per Mariagrazia Midulla del Wwf alla Cop26 sono tante le questioni tecniche ancora aperte. Ma quello che manca alla Conferenza dell'Onu sul clima, a pochi giorni dalla conclusione, è la decisione politica che dovrebbe scolpire nella pietra i passi da compiere