La mattina di giovedì 16 febbraio “cinquanta persone aderenti alla sigla sindacale Si Cobas hanno bloccato l’impianto Dhl di Settala impedendo alle persone e ai mezzi di circolare e interrompendo così il regolare transito delle merci”. Ne dà notizia la Filt Cgil Lombardia, che prosegue: “La quasi totalità delle persone che hanno bloccato l’impianto non sono dipendenti delle società che lavorano in appalto in quel sito produttivo. Un blocco che mette in pericolo il regolare approvvigionamento di medicinali e strumentazione sanitaria necessari alla cura delle persone. Infatti l’impianto di Settala per la particolarità della lavorazione che svolge è assoggettato alla normativa che regola il diritto di sciopero (L. 146/90)”.

La Filt aveva programmato per tempo un’assemblea presso l’impianto a sostegno dello sciopero indetto per il giorno 17 febbraio 2017 che riguarda la totalità dei lavoratori delle cooperative operanti presso i magazzini Dhl di Settala e Liscate, per chiedere uguali diritti e dignità tra dipendenti diretti e in appalto. “Da anni – prosegue la Filt – denunciamo una condizione di perenne stato di illegalità che costringe tutto il settore della Logistica a diventare la “terra di nessuno” in cui ognuno può agire al di fuori delle regole e del buon senso”. Per queste ragioni il sindacato chiede “a tutte le Istituzioni di accendere i riflettori su tutto il settore”: “è necessaria una nuova normativa che in maniera organica intervenga e stabilisca regole all’altezza di un settore industriale di primo piano per il paese e al contempo è necessario che si indaghi su quanto sta accadendo attraverso una commissione d’inchiesta regionale specifica sul settore, per questo è necessario che riprenda a breve il tavolo regionale sulla logistica avviato mesi fa presso Regione Lombardia ed interrotto”.

La Filt ricorda che “sono passati ormai mesi da quando abbiamo avanzato a Ucsa le nostre richieste per vedere riconosciuto il ticket, il pagamento della malattia al 100%, la mensilizzazione degli istituti contrattuali, un giusto adeguamento dei livelli di inquadramento. Rileviamo una totale chiusura di Ucsa al riconoscimento delle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori. E’ in gioco non solo il salario, ma anche e soprattutto la dignità di chi lavora”.

“Mentre Dhl aumenta profitti e investimenti – sottolinea il sindacato -, le lavoratrici ed i lavoratori che movimentano le merci nei magazzini sono ancora oggi costretti a consumare i pasti all’interno di freddi spogliatoi, spesso a fianco dei servizi igienici, dal momento che non è presente un servizio di mensa aziendale. E a loro non viene neanche riconosciuto il ticket. Gli istituti contrattuali (13ma, 14ma, Tfr, ferie) vengono calcolati esclusivamente sul numero delle ore lavorate. L’assenza per malattia non viene in alcun modo integrata, ad eccezione di sporadici e particolari casi”.

Per queste ragioni il sindacato ha dichiarato l’apertura immediata dello stato di agitazione nei magazzini Dhl di Settala e Liscate in appalto al consorzio Ucsa. I lavoratori si asterranno da qualsiasi prestazione straordinaria e sono chiamati a uno sciopero di otto ore il 17 febbraio.