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8 dicembre 2020

Recovery fund, ecco il piano del governo

Marco Togna
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Guida sintetica alla lettura dei principali quotidiani italiani. Con uno sguardo particolare riservato al lavoro e al sindacato

Le difficoltà del governo alle prese con Recovery plan e Mes: questo il tema che oggi (martedì 8 dicembre) domina le prime pagine dei principali quotidiani nazionali. “Governo bloccato tra liti e positivi. Italia viva contesta la linea sui fondi Ue, oggi ancora un incontro. Boschi: ‘Rottura? Spero di no, temo di sì’. Il virus colpisce la ministra Lamorgese, vertice sospeso. Di Maio e Bonafede in isolamento” titola il Corriere della Sera, mentre Repubblica apre con “Ricostruzione, ecco il piano, ma è scontro Conte-Renzi. I progetti per i fondi Ue: 74 miliardi per l’ambiente, 48 per la digitalizzazione, 27 per le infrastrutture. Italia Viva contesta la cabina di regia voluta dal premier e i superpoteri dei manager che la guideranno”.

“Meno tasse per il ceto medio. Recovery, piano per ridurre l'Irpef ai redditi tra 40 e 60 mila euro. Il fondo sale a 212 miliardi” recita il Messaggero, mentre sulla Stampa si legge “Recovery e Mes, è stallo. Governo chiuso per Covid. Il piano da 200 miliardi, solo 25 alla sanità. Palazzo Chigi tratta con Renzi sulla task force”. Il Giornale lancia “Governo contagiato: dal Recovery al ricovero. Lamorgese positiva al Covid a metà Cdm: vertice saltato, Bonafede e Di Maio isolati. Conte prova il blitz per gestire da solo gli aiuti Ue”.

Il Fatto Quotidiano apre con “Conte, i Responsabili, il solito Irresponsabile. Il premier presenta il piano da 196 miliardi per il digitale e il green, ma Italia viva spara sulla cabina di regia. Diversi senatori pronti a rimpiazzare i dissidenti 5 stelle”. Infine, il Sole 24 Ore: “Recovery plan da 196 miliardi, ma è rinvio. Dopo una giornata di riunioni a singhiozzo, oggi un nuovo round. Scontro aperto con Iv sui sei supercommissari. L'ipotesi di un decreto legge”.

Sono due i quotidiani che per l’apertura fanno scelte differenti. Partiamo dal Manifesto: “Lidia per la pace. Lidia Menapace ha lasciato il mondo che aveva cercato di cambiare, sognando un comunismo pacifico, solidale e aperto. Bello e costruito da donne e da uomini capaci di scavare la realtà sotto la superficie banale dei segni”. Il secondo è Libero: “Un'alternativa al siero di Pfizer. Nuovo farmaco blocca i contagi. Creato per fronteggiare l'influenza, ha poi dato risultati contro il Corona. Secondo uno studio è in grado di fermare la trasmissione del morbo in 24 ore”.

Nelle prime pagine viene dato spazio anche alla “prima” della Scala di Milano senza pubblico, alla ricandidatura di Beppe Sala a sindaco di Milano, alla condanna a ulteriori 45 giorni di carcere al ricercatore egiziano Patrick Zaki, alla partenza (con difficoltà) del sistema digitale per il cashback, allo sciopero dei contadini in India, all’inchiesta sulla Juventus per la vicenda Suarez, al prossimo incontro tra Johnson e von der Layen per sbloccare il negoziato sulla Brexit, alle difficoltà incontrate dalla fusione tra Fincantieri e Stx.

Le interviste
“Al primo posto c'è la richiesta di 500 mila assunzioni straordinarie e la stabilizzazione di 450 mila precari, rafforzata dalla lettera della Commissione europea al nostro governo. Allo stesso tempo chiediamo di tutelare la salute, ma proprio oggi il ministero dell'Istruzione ha risposto alla nostra richiesta di fornire mascherine Ffp2 per il personale dicendo che non può farlo perché costano troppo”. A dirlo è la segretaria generale della Fp Cgil Serena Sorrentino, apparsa oggi sul Manifesto (segnaliamo che una seconda intervista è presente anche sulle colonne del quotidiano Domani). “Non è semplice fare uno sciopero in un momento in cui i lavoratori pubblici devono dare continuità ai servizi e sono accusati di essere privilegiati”, riprende Sorrentino: “Il clima nel Paese rappresenta la contrapposizione storica che è stata costruita fra lavoratori pubblici e privati, ma abbiamo dimostrato che la nostra non è una protesta corporativa e registriamo una fortissima partecipazione e condivisione fra i lavoratori”.

Sulla questione del rinnovo contrattuale, la leader sindacale precisa che “il problema non è quanti soldi ci sono, ma che senza confronto non siamo neanche in grado di valutarli. Mi spiego: nell'ultimo rinnovo è stato previsto un ‘elemento perequativo’ per permettere che gli aumenti non andassero ad annullarsi con il bonus 80 euro, che noi abbiamo reso possibile con un’operazione di solidarietà togliendo agli stipendi più alti per farlo arrivare a tutti. Noi ora chiediamo di rendere strutturale questo ‘elemento perequativo’, ma se le risorse stanziate servissero anche a questo l'aumento reale per un infermiere scenderebbe di ben 19 euro al mese”. Sorrentino rileva anche che “per la prima volta nello stanziamento non si distingue la parte per il settore della sicurezza” e che questa “è l'ultima legge di bilancio che può stanziare risorse per il rinnovo 2019-2021”.

Sul piano delle assunzioni, la segretaria generale Fp Cgil chiede “che il confronto sia con il governo: c'è un tema che riguarda il potenziamento del personale delle pubbliche amministrazioni, anche per spendere al meglio le risorse europee a partire dal Recovery fund, e per farlo ci vuole attenzione anche agli enti locali”. Riguardo l’organizzazione dello sciopero, Sorrentino spiega di “aver riconvertito la nostra attività con distanziamento fisico ma non sociale. Per preparare lo sciopero abbiamo fatto un'assemblea su Zoom con 1.400 delegati. Domani avremo collegamenti sulle piattaforme, ma ci saranno presidi fisici nei luoghi di lavoro come Asl, Comuni, Prefetture”.

La seconda intervista da segnalare è quella al segretario nazionale della Femca Cisl, Sebastiano Tripoli, sui temi della transizione energetica, consultabile sulle pagine di Conquiste del Lavoro. “La ‘giusta transizione’ – spiega – comporterà inevitabilmente l'abbandono graduale del carbone, favorendo l'utilizzo del metano, individuato come risorsa elettiva per la transizione. Riguarderà anche la riconversione delle industrie pesanti, la riduzione degli squilibri infrastrutturali del Paese, l'evoluzione tecnologica nei processi produttivi e una attenta valutazione dell'impatto su territorio e lavoratori”. Riguardo quest’ultimi (circa 150 mila sono gli addetti del settore energetico), avrebbero “ancor di più un ruolo da protagonisti in questa nuova fase, attraverso un percorso di aggiornamento delle loro competenze, con conseguente aumento della professionalità”. Tripoli, infine, sottolinea che i sindacati, attraverso “l'elaborazione di un documento che accende i riflettori sul tema della transizione energetica, si pongono l'obiettivo di non farci trovare impreparati quando saremo usciti da questo tunnel. Nel documento ci sono le basi per un rilancio del settore energia del Paese, un asset strategico per motivi ben noti a tutti. Si tratta di un processo lungo e complesso, non lo neghiamo, ma resta assolutamente necessario e realizzabile”.

Gli editoriali
“Bruna, Bingo & C. Vite indimenticabili dei Belli ciao d'Italia”: questo il titolo dell’editoriale di Gad Lerner, presente sulle pagine del Fatto Quotidiano, dedicato al ricordo di Lidia Menapace e di tanti altri partigiani scomparsi negli ultimi tempi. “La partigiana Bruna, sottotenente della divisione piemontese Rabellotti, che da giovane cattolica aveva scelto di andare disarmata a trasmettere messaggi su e giù dalle montagne, perché rifiutava l'idea di sparare sul nemico nazifascista, e però trasportava anche esplosivo per distruggerne le infrastrutture, è stata antesignana di culture che sarebbero germogliate nei movimenti successivi alla Resistenza: il pacifismo e il femminismo. Ne sarebbe divenuta fondatrice e ispiratrice”, scrive Lerner, rimarcando anche il suo sodalizio con Alexander Langer, con i due che “si impegnarono sul crinale delicato della convivenza interetnica e di un impegno per la giustizia sociale che l'avrebbe portata a essere tra i promotori di Cristiani per il socialismo”.

Il giornalista sottolinea quanto fu “cruda nel raccontarci come fu sottovalutato il ruolo delle donne nella lotta di liberazione (“la maldicenza giunse a definirci le puttane dei partigiani”); nonché la sua disobbedienza a Togliatti quando, dopo il 25 Aprile, raccomandò che le donne non partecipassero alle sfilate di celebrazione della vittoria ‘perché il popolo non avrebbe capito’. Ribelle era e ribelle rimase. Coerente nel dissenso che dal Manifesto la portò fino in Parlamento”. L’ultimo episodio raccontato da Lerner risale al 2006, quando “era stata designata alla presidenza della commissione Difesa del Senato. Ma con un colpo di mano, grazie ai voti della destra, fu nominato invece quel Sergio De Gregorio che, pagato da Berlusconi, tradì il suo mandato e si giustificò dicendo che una pacifista in quel ruolo sarebbe stata mal vista dagli Usa”.

La Cgil
“A nome di tutta la Cgil e mio personale esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Lidia Menapace”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, in Collettiva, ricorda la partigiana ed ex senatrice, scomparsa all’età di 96 anni all’alba di lunedì 7 dicembre a Bolzano: “Proveniente dall'esperienza del mondo cattolico, partigiana, Lidia Menapace è stata protagonista di primissimo piano, fin dall'inizio, della storia del Manifesto e in tutti questi difficili anni non ha mai fatto mancare il suo impegno, la sua passione, la sua intelligenza, per ridare voce e spessore alla sinistra italiana”. Il leader sindacale così conclude: “Sentiamo Lidia Menapace parte della nostra storia per il contributo che ha sempre voluto dare alla lotta per l'emancipazione e la libertà del mondo del lavoro”.

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ieri (lunedì 7 dicembre) è intervenuto a RaiNews24. “Bisogna far diventare il 2021 l'anno di un piano straordinario per il lavoro e non dei licenziamenti”, ha detto, rimarcando la necessità di usare “le risorse europee per un piano straordinario di investimento, creare nuovi posti di lavoro e avviare la riforma degli ammortizzatori sociali, senza aspettare il 31 marzo quando scadrà il blocco dei licenziamenti”. Al governo Landini chiede di “aprire il confronto con le parti sociali e il mondo del lavoro sulle strategie e i risultati attesi dal Recovery fund, un confronto che ancora non è iniziato”; per il leader Cgil occorre riformare la pubblica amministrazione, investire su sanità, scuola, ambiente, formazione e contrasto alla precarietà, definendo presto “una struttura che si distribuisca sul territorio per realizzare i progetti”.

Landini ha poi ribadito che il Paese ha bisogno di investimenti straordinari sulla sanità, cui negli ultimi dieci anni sono stati tagliati 37 miliardi di euro: “Abbiamo bisogno di usare tutte le risorse europee a disposizione, è necessario fare una battaglia perché il Mes diventi un piano di investimento sulla sanità pubblica in tutta Europa, sottraendo il Mes agli Stati e mettendolo nelle mani della comunità europea”. L’ultima battuta è per la scuola: “Non dobbiamo far perdere l'anno scolastico il prossimo anno, siamo disponibili a trovare soluzioni. Sarebbe un bel messaggio rinnovare i contratti nel settore pubblico, compresi i lavoratori della scuola, perché mentre gli si chiede giustamente di farsi carico di questa situazione, sarebbe importante un messaggio di investimento e riconoscimento del lavoro che la scuola svolge nel nostro Paese”.

“La pandemia ha accentuato e reso evidenti le criticità e le debolezze già presenti nel nostro mercato del lavoro: crescita della precarietà e dell’occupazione povera e scarsamente qualificata, esclusione dei giovani, ampliamento dei divari territoriali”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta in Collettiva quanto fotografato dalla ricerca realizzata dalla Fondazione Di Vittorio “Il mercato del lavoro in Italia alla prova della pandemia: ripercussioni e prospettive”, che esamina le tre diverse fasi dell’occupazione in Italia nel corso del 2020, proponendo una lettura (non una previsione) relativa al 2021. Per Scacchetti la diffusione del virus “ha determinato il crollo dei tempi determinati, la crescita dei lavoratori scoraggiati e l’aumento di coloro che sono nella cosiddetta area della sofferenza”. L’esponente sindacale sottolinea che “il 2021 non può diventare l’anno dei licenziamenti” e ritiene indifferibile “la riforma degli ammortizzatori sociali, accompagnata da alcuni interventi da attuare subito come il rilancio dei contratti di solidarietà, il rafforzamento della Naspi e della Dis Coll”. Altrettanto essenziale sarà “indicare un piano straordinario per l’occupazione che a partire dai settori pubblici, sanità e istruzione in primis, possa garantire uno shock occupazionale soprattutto per giovani e donne”.

Mercoledì 9 dicembre le categorie di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo sciopero dei settori pubblici. A spiegare le motivazioni è il segretario generale della Fp Cgil Serena Sorrentino in un video in Collettiva. “Non lo facciamo per difendere i nostri lavoratori, ma è uno sciopero per il Paese, per rivendicare il diritto di tutti ad avere servizi pubblici di qualità”, spiega la leader sindacale: “Da oltre dodici mesi abbiamo chiesto al governo di aprire il confronto sulle piattaforme per il rinnovo del contratto, scaduto da due anni, ma non ci hanno mai convocato”. Sorrentino evidenzia la necessità di “un piano straordinario per l'occupazione: il settore pubblico può generare oltre 500 mila posti di lavoro, competenze fondamentali che portano lavoro ai giovani e innovazione nella pubblica amministrazione” e pone “il problema delle persone che si prendono cura di noi, come il personale socio-sanitario: va messo in condizioni di operare in maggiore sicurezza”.

Venendo alle altre notizie segnaliamo il ricordo di Lidia Menapace da parte della segretaria generale della Fiom Cgil Francesca Re David; il social bombing “Aderisco allo sciopero per rinnovare la Pa”, realizzato da tantissimi lavoratori sotto i profili Facebook e Twitter della ministra Dadone e del premier Conte per testimoniare l’adesione allo stop indetto da Fp Cgil, Cisl Fp, Ui Fpl e Uil Pa il prossimo 9 dicembre; il commento del segretario nazionale della Fp Cgil medici e dirigenti Ssn Andrea Filippi al blocco delle graduatorie degli specializzandi in medicina.

L’agenda degli appuntamenti
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