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16 ottobre 2020

Covid, allarme lockdown

Marco Togna
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Guida sintetica alla lettura dei principali quotidiani italiani. Con uno sguardo particolare riservato al lavoro e al sindacato

Il Covid-19, come accade ormai da giorni, anche oggi (venerdì 16 ottobre) domina le prime pagine dei principali quotidiani nazionali. “Su i contagi, verso il coprifuoco. L’ipotesi: tutti a casa alle 22. La Campania chiude le scuole. A Milano l’indice Rt oltre 2” titola il Corriere della Sera, mentre Repubblica apre con “Primi lockdown, tocca alla scuola. De Luca: Lezioni a distanza fino al 30 ottobre in Campania. L’ira di Azzolina. Oggi possibili chiusure anche in Lombardia”.

“Natale a rischio lockdown. Le imprese: meglio subito. Gli imprenditori: servono chiusure selettive, stop a dicembre disastroso” titola il Messaggero, la Stampa apre con “Il virus circola, le Regioni chiudono. Mancano i tamponi, riaprono i reparti dedicati”. Il Giornale lancia “Aria di coprifuoco. Il governo pensa di seguire la Francia: tutto chiuso dalle 21”, sul Fatto Quotidiano si legge “15 giorni per sapere: o funziona o si chiude. Covid-19: 8mila contagi e 83 morti (raddoppiati in 24 ore)”, il Manifesto recita “Il grande balzo. Record dei contagi e raddoppio dei decessi. Oltre 160 mila tamponi. L’Istituto superiore di sanità lancia l’allarme: l’epidemia è ora in una fase acuta”.

L’unica apertura differente è quella del Sole 24 Ore. “Edilizia, lo smart working nella Pa blocca fino al 30% dei permessi. Effetto Covid sull’attività degli uffici: in nove mesi a Roma un crollo del 47%” dice il quotidiano economico.

Sulle prime pagine trovano spazio anche gli articoli sull’improvvisa scomparsa della presidente della Regione Calabria Jole Santelli e sulla condanna a sei anni di reclusione ad Alessandro Profumo e Fabrizio Viola per il caso Monte dei Paschi di Siena. Da menzionare anche l’intervista al candidato sindaco di Roma Carlo Calenda (Repubblica), e gli articoli sulla Festa del Cinema di Roma e sulla probabile cancellazione di alcune microtasse (Messaggero), sulla vicenda dei pescatori di Mazara del Vallo trattenuti in Libia e sulle proteste di piazza in Thailandia (Stampa), sull’annuncio del governo di eliminare il blocco dei licenziamenti a partire dal 1° gennaio prossimo (Manifesto) e sulla ripresa in Cina delle vendite dei beni di lusso made in Italy (Sole 24 Ore).

Le interviste
“Lo stop dei licenziamenti è stato un passaggio a tutela dei lavoratori nella prima fase, oggi chiediamo che si diano invece strumenti strutturali per permettere alle imprese di resistere”. Inizia così l’intervista alla ministra della Famiglia Elena Bonetti sulle pagine della Stampa: “L'Italia non può permettersi di tornare a forme di chiusura. Il sistema produttivo non può essere vincolato da norme che sono comunque temporanee, come il blocco dei licenziamenti. Serve, invece, incentivare il lavoro”. Per Bonetti il Recovery fund può essere usato per riequilibrare il ruolo delle donne nella società. “Ho voluto costruire - spiega l’esponente di Italia Viva - una visione strategica fatta da più azioni che riguardassero il cosiddetto empowerment femminile: la decontribuzione maggiorativa per le donne, misure specifiche per le madri che rientrano al lavoro, l'incentivo all'imprenditoria femminile, una formazione innovativa, specie nel digitale e green, perché le donne non siano escluse. Poi c'è il tema che riguarda la premialità fiscale per le aziende che mettono in campo politiche per la parità di genere. Infine, quello che riguarda i servizi alle famiglie, a partire dalla prima infanzia. E ho chiesto che tutte le misure che verranno messe in essere nell'ambito del Recovery fund abbiano una valutazione di impatto di genere, per evitare che ci sia un effetto non voluto e secondario di esclusione delle donne”.

“Chi dice che nulla è cambiato, che l'amministrazione ha continuato a funzionare, è come se abitasse su Urano”. Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, in un’intervista al Sole 24 Ore spiega che alcune attività non possono essere fatte da remoto, quindi è inevitabile che, mancando la presenza, viene a mancare il servizio: “Il custode di un museo può fare il telelavoro? Lo può fare, ma si chiude il museo. La persona che sta allo sportello per il rilascio dei passaporti, può farlo? Finché non viene organizzato un sistema di consegne dei passaporti, non può”. Il bilancio che possiamo fare dell'esperienza vissuta finora “è un bilancio negativo, che dobbiamo accettare perché l'amministrazione era impreparata a questo evento e ha fatto quello che poteva fare. Il problema è che ora non siamo più impreparati, quindi quelli che parlano di emergenza oggi fanno un po' sorridere”. In conclusione, Cassese ribadisce “che il rapporto tra Stato e cittadino non può interrompersi improvvisamente, con le persone che stanno a casa e i cittadini che vanno nell'ufficio e trovano l'ufficio chiuso”.

Gli editoriali
“Nel biennio 2022-23, nell'ipotesi di un utilizzo ottimale del Recovery fund, per la prima volta sarà a disposizione dei policymaker uno spazio fiscale compatibile con una riforma sistemica”. Da questa constatazione prende le mosse la riflessione del presidente della Commissione Finanze della Camera Luigi Marattin, riportata sul Sole 24 Ore, sulla possibile riforma fiscale che comprenda “un grande intervento sull'Irpef (…) e tre interventi di contorno, ma necessari (la semplificazione normativa in tre grandi codici, la riforma della riscossione e un disboscamento di tributi minori)”. Con un obiettivo: “abbassare il carico fiscale sul fattore-lavoro”. Come raggiungerlo? “Minimo esente a 8mila euro (più altri 8mila per il coniuge a carico); assegno unico universale che sostituisca e potenzi gli strumenti di sostegno alla famiglia; eliminazione delle tax expenditures, con l'eccezione di quelle, poche, socialmente più sensibili; tre o quattro aliquote, la più bassa delle quali utilizzata per la tassazione dei redditi - da capitale, ma non solo - che si decide di sottrarre alla progressività”.

La Cgil
“Allungare gli ammortizzatori Covid e mantenere il blocco dei licenziamenti sono decisioni che devono essere prese subito, fino a tutto lo stato di emergenza”. Parole chiare quelle espresse dalla segretaria confederale della Cgil nazionale Tania Scacchetti, riportate in Collettiva, precisando che “la tenuta dei redditi e la stabilità dell’occupazione sono le precondizioni per qualsiasi fase di ripartenza del Paese. Per questo è indispensabile dare continuità alle importanti misure di protezione sociale definite nei mesi scorsi con i decreti Cura Italia, Rilancio e Agosto”. Per Scacchetti “non si può pensare che, in una situazione occupazionale già fortemente compromessa prima del Covid, la libertà di licenziamento sia decisiva per la ripartenza dell’economia. Una situazione straordinaria merita risposte straordinarie e anche un forte senso di coesione e di responsabilità collettive”.

“La Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza è fortemente prudente e condizionata dalle vicende, dalle risorse e dalle richieste europee”. Questo il commento della vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi, leggibile in Collettiva, dopo l’approvazione da parte del Parlamento dello strumento che serve ad adeguare gli obiettivi programmatici del governo. Per la Confederazione il nodo fondamentale è la continuità delle misure di sostegno al lavoro. “Nella legge di Bilancio ci si affida ancora molto alle risorse europee per la partita degli investimenti”, spiega Fracassi: “Comprendiamo che è complesso fare un quadro preciso in questa fase, però alcune cose ci devono stare. Penso al tema della riforma fiscale, all’occupazione, alla tutela e alla creazione di lavoro, in particolare giovanile e femminile, a partire, per entrare nel concreto, dai servizi educativi per l’infanzia che servono ad alleggerire il lavoro di cura e favorire l’occupazione delle donne”.

Oggi è il giorno della presentazione del quinto rapporto “Agromafie e caporalato”, la ricerca biennale che fa il punto sulle illegalità diffuse in agricoltura. In un’intervista a Collettiva, il responsabile dell’Osservatorio Placido Rizzotto (autore del volume assieme alla Flai Cgil) Jean-René Bilongo ne anticipa i contenuti. Ai “ghetti” il rapporto dedica un focus che racconta come si sono sviluppati nel corso degli ultimi trent’anni. Ma oggi questa realtà si misura con un’ulteriore emergenza, quella sanitaria. “Vanno superati con un’offerta diversa di accoglienza”, spiega Bilongo: “È un tema che investe la dignità delle persone e che oggi si confronta con ovvie questioni di salute pubblica. Lavoratrici e lavoratori del settore agricolo hanno garantito e continuano a garantire in questa emergenza la sicurezza alimentare del Paese. È grazie al lavoro svolto nelle nostre campagne da donne e uomini provenienti da ogni dove che abbiamo cibo in tavola sempre. Dovremmo collocarli nel famoso pantheon degli eroi della pandemia e, invece, continuiamo a essere ingrati e a non riconoscere lo straordinario apporto dato da tanti”.

L’agenda degli appuntamenti
Per il quadro completo di tutti gli appuntamenti Cgil, vedi l’agenda di Collettiva.it