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Donne protagonista

Tre leggi, una firma: Tina Anselmi

È morta Tina Anselmi. Il cordoglio della Cgil
Foto: Tina Anselmi
Ilaria Romeo
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Istituzione del servizio sanitario nazionale, legge Basaglia e legge sull'interruzione volontaria della gravidanza: l'impronta di una grande donna sulla storia democratica di questo paese

Il Servizio sanitario nazionale è un sistema di strutture e servizi che hanno lo scopo di garantire a tutti i cittadini, in condizioni di uguaglianza, l’accesso universale all’erogazione equa delle prestazioni sanitarie. I principi fondamentali su cui si basa il Ssn dalla sua istituzione, avvenuta con la legge n. 833 del 1978, sono l’universalità, l’uguaglianza e l’equità. Una storia lunga, a volte complessa, quella che porterà alla approvazione della legge, che vale la pena ripercorrere.

La Costituzione della Repubblica italiana, approvata dall’assemblea costituente il 22 dicembre 1947, promulgata da Enrico De Nicola, capo provvisorio dello Stato, il 27 dicembre 1947, e pubblicata nella Gazzetta ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298 (edizione straordinaria), entra in vigore il 1° gennaio 1948.

L’Italia è la prima, in Europa, a riconoscere il diritto alla salute nella sua carta fondamentale, sancendo l’art. 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

La legge 296 del 13 marzo 1958 istituisce il ministero della Sanità che assorbe le competenze dell’Alto Commissariato per l’igiene e la sanità pubblica istituito nel 1945 presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e delle altre amministrazioni centrali preposte alla sanità pubblica. Il ministero è coadiuvato nelle proprie funzioni dal Consiglio superiore di sanità  (organo consultivo) e dall’Istituto superiore di sanità (organo tecnico-scientifico). Sono istituiti sul territorio uffici medici e sanitari.

La legge Mariotti del 1968 istituisce e organizza gli Enti Ospedalieri, estende il diritto all’assistenza ospedaliera a tutti i cittadini ed incarica lo Stato di finanziare il debito degli ospedali (le Regioni, una volta istituite, avrebbero avuto il compito di curare la programmazione ospedaliera). Esattamente dieci anni dopo, nel dicembre del 1978, nascerà il Ssn.

Punto di arrivo di un lungo processo - nelle parole del medico e deputato Dc Bruno Orsini - e punto di partenza per un lungo, difficile, ulteriore cammino”. Dal rapimento di Aldo Moro all’elezione di Sandro Pertini a presidente della Repubblica, dalla morte di due papi alla nascita della prima bimba "in provetta" il 1978 è un insieme di momenti storici per il nostro Paese e non solo, anche dal punto di vista sanitario.

Il 13 maggio, a pochi giorni dall’omicidio di Aldo Moro, il Parlamento italiano emana la legge 180, altrimenti nota come legge Basaglia dal nome dello psichiatra che sul finire degli anni 60 e durante tutti gli anni '70, prima nel manicomio di Gorizia e poi in quello di Trieste, attuò lo scardinamento dei cancelli della psichiatria. Nello stesso mese di maggio, il 22, è approvata la legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza.

Intanto il 25 luglio nasce al Royal Oldham Hospital di Oldham (Regno Unito) Louise Brown, la prima bimba in provetta. Il 27 dicembre la Spagna diventava una democrazia dopo 40 anni di dittatura. Qualche giorno prima, in Italia, la legge 23 dicembre 1978 n. 833 istituiva il Servizio sanitario nazionale mutando radicalmente l’organizzazione sanitaria nel nostro Paese. Così recitano gli atti parlamentari: presidente della Camera Pietro Ingrao, ministra della Sanità Tina Anselmi. E così il 23 dicembre 1978, Pietro Ingrao: “Comunico il risultato della votazione: Istituzione del Servizio sanitario nazionale (già approvata in un testo unificato alla Camera e modificato al Senato). Presenti: 465, votanti 458, astenuti 7, maggioranza 230, Voti favorevoli 381, voti contrari 70. La Camera approva". Applausi al Centro, a Sinistra, all’estrema Sinistra.

Tre leggi, una solo firma, quella della ministra Tina Anselmi. Definita dai suoi compagni di partito la “Tina vagante” per la sua indipendenza e imprevedibilità, Tina Anselmi è una delle tante donne che hanno cambiato - con fatica e determinazione - la storia del nostro Paese. Nel 1977 è tra i primi firmatari della legge italiana che apriva alla parità salariale e di trattamento nei luoghi di lavoro, nell’ottica di abolire le discriminazioni di genere fra uomo e donna. “La disoccupazione femminile - diceva nell’occasione - si mantiene costantemente più elevata della disoccupazione maschile (…) le donne, insieme ai giovani, rappresentano la quasi totalità degli impiegati nel lavoro nero (…) le donne sono occupate in numero notevole in attività marginali, stagionali e temporanee (…) il tasso specifico di attività femminile, anche se non diminuisce in modo rilevante, resta comunque fermo rispetto ad una ricerca di occupazione in continuo aumento”.

Profondamente credente, impronterà la sua attività politica sul principio della laicità firmando nel 1978 - perché questo imponeva la sua carica - la legge 194 nonostante le fortissime pressioni contrarie dalle gerarchie ecclesiastiche. Anche per questo grazie, Tina.