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Le Marche e l'industria: ad Ancona il convegno Cgil

Le Marche e l'industria: ad Ancona il convegno Cgil
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È intervenuto anche il segretario generale della Cgil Maurizio Landini

Una riflessione sulle prospettive dell’industria manifatturiera nelle Marche, un settore che conta 158mila lavoratori dipendenti, occupati in oltre 11mila imprese. Di questo si è discusso nel corso del convegno “Le Marche e la manifattura nel lavoro del futuro”, che si è svolto ieri ad Ancona, presente il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

“E’ un sistema messo a dura prova da una lunga crisi – ha sottolineato Daniela Barbaresi, segretaria generale Cgil Marche –: rispetto a 10 anni fa, mancano all’appello 33mila lavoratori. Il calzaturiero è il settore più colpito con il 32% in meno dei suoi occupati”. Le Marche sono una regione con due aree di crisi complessa: un’area con accordo di programma e tre province duramente danneggiate dal sisma. “Per questo, ogni soggetto, dalle istituzioni al mondo del lavoro – ha evidenziato Barbaresi - deve fare la sua parte. Le nuove, difficili sfide competitive che abbiamo di fronte, da quella dell’innovazione e digitalizzazione a quella della transizione a un’economia sostenibile, presuppongono una nuova centralità del lavoro”.

Secondo  Landini, “dobbiamo costruire un nuovo compromesso sociale, dare nuovi strumenti di partecipazione dei lavoratori. In un momento come questo, c’è la necessità di portare avanti una battaglia sociale: se si vuole fare una contrattazione inclusiva , bisogna ricomporre il mondo del lavoro e la sua rappresentanza”. “Il mondo del lavoro non è mai stato così frantumato – ha rilanciato Landini -; per questo, bisogna rimettere al centro i diritti delle persone. In tal senso, occorre puntare su un lavoro di qualità ed è necessario far partire un nuovo piano di investimenti pubblici.”. E ancora: “Il problema oggi, è affermare  la centralità del lavoro e il diritto di far partecipare i lavoratori ai prodotti del lavoro stesso”. Infine, Landini ha messo in evidenza che, in generale, “in tutta Europa, c’è un grande attacco ai diritti: le leggi degli ultimi anni hanno messo in discussione i diritti: ecco perché un nuovo compito del sindacato è quello di aggiornare ed estendere i diritti e unificare il mondo del lavoro”.

Al convegno hanno partecipato anche Patrizia Re David, segretaria generale Fiom, Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea, Sonia Paoloni, segretaria nazionale Filctem, Pino Gesmundo, segretario generale Cgil Puglia, Gino Giove, segretario generale Cgil Emilia Romagna e Donato Iacobucci, docente di economia all’Università Politecnica delle Marche.