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Nessun intervento a sostegno lavoratori ambasciate

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Cgil-Filcams-Fp: "Ingestibile il rimborso Irpef, serve una norma urgente"

“Nessun intervento normativo a sostegno di quei tanti lavoratori in forza presso le rappresentanze diplomatiche straniere, ai quali, per ragioni indipendenti dalla loro volontà e a seguito di accertamenti dell'Agenzia delle entrate, è stato imputato il pagamento pregresso dell'Irpef, relativo a più anni, con la rateizzazione massima in due. In molti casi, questi lavoratori, sul crinale dell'indigenza, stanno pagando cifre fino a 70.000 euro, rateizzabili al massimo in due anni, perché hanno ricevuto tutte insieme cartelle relative a più anni”. A denunciarlo, ancora una volta, sono Cgil, Filcams e Fp, in merito alla mancanza nel decreto Milleproroghe di un intervento, più volte richiesto, perché a questi lavoratori venisse garantita la possibilità di dilazionare il pagamento.

La vicenda, spiega il sindacato, “coinvolge diversi lavoratori, in servizio presso ambasciate, consolati, legazioni, istituti culturali e organismi internazionali in Italia, i quali benché ricevessero dei Cud, da parte dei datori, con la dicitura ‘reddito esente da imposta’, rendendo così impossibile il pagamento, si sono poi ritrovati a dover pagare l'Irpef relativa a più anni, dopo accertamenti dell'Agenzia delle entrate. Una responsabilità non imputabile a loro e che abbiamo più volte segnalato ai soggetti competenti”.

Inoltre, la Cgil esprime “apprezzamento per l'attenzione che il viceministro dell'Economia Misiani e alcune forze parlamentari hanno mostrato per la vicenda, ma risollecitiamo la politica, il ministero degli Esteri e dell'Economia, insieme ai vertici delle Agenzie fiscali e il Parlamento a intervenire per garantire a questi lavoratori la possibilità di dilazionare il pagamento, mettendo fine a un inspiegabile accanimento. C'e bisogno di una disposizione specifica, di una soluzione immediata che chiarisca una volta per tutte questa materia, per evitare il riproporsi di diversi trattamenti e gravi discriminazioni, a causa della situazione peculiare relativa alla condizione di extraterritorialità”, concludono Cgil, Filcams e Fp.