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«La violenza contro le donne non si deve legittimare mai»

«La violenza contro le donne non si deve legittimare mai»
Foto: fotografia di Marco Merlini
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Cgil, Cisl e Uil rinnovano l'impegno nella lotta alle molestie nei luoghi di lavoro, rivendicando la conquista di strumenti per operare in questa direzione. "Ma c'è ancora molta strada da fare - spiegano - per realizzare una vera rivoluzione culturale"

"La violenza maschile contro le donne è un male antico e trasversale che interessa tutto il mondo e deve essere sradicato, garantendo così a tutte le donne il diritto alla libertà e alla dignità". Così Cgil, Cisl e Uil, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne che si tiene oggi (lunedì 25 novembre), ricorrenza istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999.

"La violenza contro le donne, come ci dicono le statistiche più accreditate, viene esercitata in tutti i contesti in cui si articola il nostro vivere civile, da quello familiare a quello sociale, dalla politica ai luoghi di lavoro", spiegano i sindacati: "Soprattutto laddove si utilizzano i rapporti gerarchici, la precarietà, l’incertezza sulle prospettive di lavoro, si somma violenza a violenza. Così come quando il linguaggio, la cronaca, colpevolizza o trova giustificazione ai comportamenti violenti contro le donne che sono già vittime, si attua una seconda violenza rappresentativa di una società che sta degenerando. La violenza non si deve legittimare mai".

Cgil, Cisl e Uil si dicono "sempre più impegnati nella lotta contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro, per definire con chiarezza che molestie e violenza non sono parte del lavoro. Il recepimento dell’Accordo quadro europeo, prima insieme a Confindustria e poi con le altre associazioni datoriali, ci ha fornito strumenti nuovi per operare in questa direzione nella consapevolezza della complessità di tale compito, della sua peculiarità della violenza nei contesti produttivi: difficoltà delle vittime a raccontare, paura di non essere credute e timore di ritorsioni. Dobbiamo quindi fare ancora molta strada, realizzare una vera rivoluzione culturale, che renda tutti consapevoli, che rispetto e relazioni sane migliorano la vita di tutti e tutte".

Un cambiamento culturale che si esercita anche sul piano legislativo e nella contrattazione. "In questi anni, infatti, abbiamo conquistato, grazie alla mobilitazione delle donne, convenzioni e accordi importanti. La convenzione di Istanbul, ratificata dal nostro Paese, contiene principi fondamentali a partire dal definire la violenza, e come la si contrasta. Chiediamo che venga effettivamente applicata. È compito nostro ora, attraverso la contrattazione, creare ascolto, attenzione, sostegno, rispetto e riconoscimento della parola femminile dei diritti delle donne senza sconti".

I sindacati ricordano anche di aver conquistato "nel giugno di quest’anno, dopo molti anni di impegno, la Convenzione 190 dell’Organizzazione internazionale del lavoro e la relativa Raccomandazione. Certo va sottolineato che molte associazioni di impresa non l’hanno approvata, ma questo non ci deve fermare, anzi ci impegna ancor di più nel rivendicare la rapida ratifica della convenzione da parte del nostro Paese, e nel determinare i provvedimenti necessari a partire dal riconoscimento delle molestie sessuali come reato. Per questo per noi il 25 novembre è l’occasione per rilanciare e radicare il nostro impegno a partire dalla contrattazione".