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Vertenza Tim, entra in gioco il nuovo governo

Alte adesioni allo sciopero Tim, circa 15mila in piazza
Foto: Simona Caleo
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Riprende il confronto al ministero del Lavoro sulla cassa integrazione richiesta dall'azienda per 30 mila lavoratori e sui 4.500 esuberi dichiarati. I sindacati al ministro Di Maio: "Se si riforma la Fornero cambiano tutti gli scenari"

Riparte, con interlocutori nuovi, ovvero il governo appena entrato in carica, il confronto sulla delicata vertenza Tim. Oggi, 8 giugno, è infatti in programma un nuovo incontro al ministero del Lavoro tra sindacati, azienda ed esecutivo sulla cassa integrazione richiesta da Telecom Italia per 30 mila lavoratori al fine di gestire 4.500 esuberi. Cassa integrazione che i sindacati vorrebbero trasformare in contratti di solidarietà, ma il tempo stringe, visto che la procedura a termini di legge scadrà il prossimo 11 giugno. 

Dopo l'ultimo incontro del 24 maggio, concluso con un nulla di fatto, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno scritto al neoministro Di Maio per chiedergli un incontro, anche “alla luce delle dichiarazioni rilasciate e degli obiettivi del programma di governo, che prevede tra l’altro la riforma della legge Fornero e di conseguenza l’anticipo, in questo caso, del pensionamento per qualche migliaio di lavoratori”.

“Già nel precedente incontro, in assenza del governo – continuano i segretari generali dei tre sindacati, Fabrizio Solari, Vito Vitale e Salvo Ugliarolo –, abbiamo dichiarato la contrarietà alla cigs chiedendo in alternativa l’utilizzo dell’art. 24 del dlgs 148/2015 (cds) e prepensionamenti con l’art. 4 legge Fornero che prevede oneri a carico dell’azienda e l’assorbimento totale degli esuberi. È chiaro che se, come ci auguriamo, il governo si appresta alla rivisitazione della legge Fornero, possiamo immaginare che possano cambiare tutti gli scenari fino ad oggi discussi e anche la tipologia degli strumenti utilizzabili previsti dall’attuale legislazione”.

Ma dall'incontro odierno si attendono anche risposte da parte dell'azienda, dopo le aperture sui contratti di solidarietà e riguardo alla discussione sulla contrattazione di secondo livello. Aperture ancora insufficienti, però, come osserva Marco Del Cimmuto, segretario nazionale della Slc Cgil, secondo il quale occorre pensare “non solo alla gestione degli esuberi, ma anche al futuro produttivo e occupazionale del gruppo e dell’indotto in un quadro di relazioni industriali riportate all’ordinarietà”.

In particolare Del Cimmuto ricorda i punti già caldeggiati in passato: gestire in maniera non traumatica le eccedenze, garantire la tenuta del perimetro e dell’occupazione, risolvere il problema dei fornitori che hanno subìto tagli da parte di Telecom e tornare alla contrattazione di secondo livello, disdettata unilateralmente dall’azienda. Infine occorre, ribadisce Del Cimmuto “coinvolgere pienamente il Mise” nella gestione della vicenda cigs. Dopo l'incontro di oggi, 8 giugno, ne è già calendarizzato un altro per l’11 giugno. La procedura di cigs avviata da Telecom con una lettera datata 16 maggio deve infatti concludersi entro 25 giorni. “L’esigenza di stare nei tempi – afferma Del Cimmuto – vale per tutti, ma prima dei tempi per noi viene il merito. E per noi il rapporto con le persone non è cosa secondaria”.