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Niente da fare per Melegatti, arriva il fallimento

Crisi Melegatti, giornata decisiva
Foto: fotografia di Enrico Pigato, account Twitter
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Il Tribunale di Verona ha accolto l'istanza presentata dal pubblico ministero vista la pesante situazione debitoria. Ora si apre una fase di totale incertezza per i 350 dipendenti. Salvi (Flai Cgil Verona): "Va evitato lo spezzatino"

Niente da fare per Melegatti, la storica azienda dolciaria di San Giovanni Lupatoto (Verona) famosa per il suo pandoro. Il collegio del Tribunale di Verona presieduto da Giulia Rizzuto ha dichiarato oggi, 29 maggio, il fallimento dell'azienda, insieme a quello della controllata 'Nuova Marelli' di San Martino Buon Albergo (Verona). Accolta quindi l'istanza presentata venerdì dal pubblico ministero Alberto Sergio, constatata la pesante situazione debitoria di Melegatti. I dipendenti dell'azienda, tra diretti e lavoratori stagionali, sono 350.

"A breve ci convocheranno per decidere la linea e per capire che percorso fare per cercare di tenere insieme l'azienda ed evitare lo spezzatino", spiega all'Agi Paola Salvi, segretaria della Flai Cgil di Verona. "Bisogna capire se ci sono le risorse economiche e la possibilità di andare avanti con una minima produzione e pagare gli stipendi". Intanto, secondo Salvi sono diversi i soggetti potenzialmente interessati che fino ad ora sono stati alla finestra e che potrebbero farsi avanti visto il fallimento e il conseguente minor valore dell'azienda, che andra' al miglior offerente. "Si spera che non sia il migliore solo dal punto di vista economico, ma che abbia anche un piano industriale che dia continuità, tenendo conto di tutti questi aspetti per salvare questa azienda" conclude Salvi.