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Il sindaco vieta «Bella ciao», Spi e Anpi tappezzano la città

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Foto: autore: Bossanostra, da flickr
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Succede ad Amelia dove alla banda cittadina è stato imposto di non suonare la canzone partigiana per eccellenza. Per il sindacato dei pensionati è un fatto "che lascia sconcertati". Pronti manifesti con il testo della canzone da affiggere in paese

Ad Amelia, piccola cittadina in provincia di Terni, il 25 Aprile è stato orfano della canzone simbolo della Resistenza partigiana: "Bella ciao". L'amministrazione comunale (di centrodestra) ha infatti ordinato alla banda musicale “Città di Amelia” di modificare la tradizionale scaletta musicale celebrativa, impedendo l’esecuzione del brano più rappresentativo. In risposta a questo gesto lo Spi Cgil di Terni e l'Anpi provinciale di Terni hanno annunciato oggi che nei prossimi giorni affiggeranno nel Comune di Amelia alcuni manifesti con il testo del celebre canto partigiano. 

“Lo facciamo per ricordare le tante donne e uomini che con il sacrificio della vita hanno garantito a tutti noi la libertà – commenta Luigino Mengaroni, segretario generale Spi Cgil Terni - Un valore irrinunciabile, da preservare in primis attraverso l’esercizio della memoria, cosa a cui non intendiamo rinunciare. “La decisione del sindaco di Amelia – prosegue – è davvero grave e ci lascia sconcertati. Ciò che è avvenuto costituisce un insopportabile tentativo di 'rovescismo' storico, con il quale sembra si voglia tentare di equiparare chi ha dato la vita per la libertà, l’uguaglianza e la democrazia a chi, al contrario, combatteva nelle fila dell’invasore e oppressore nazi-fascista. Una decisione, quella del sindaco e della giunta di Amelia – aggiunge Mengaroni – insopportabile anche per i modi autoritari, al punto da aver suscitato persino un forte disappunto da parte di quasi tutti i membri del complesso bandistico amerino, molti dei quali, colti di sorpresa, si sono come noto rifiutati di suonare in segno di dissenso con la decisione dell’amministrazione comunale”.