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Pensioni, evitare demagogia e rigore assoluto

Il decreto del governo: ecco le misure sul lavoro
Foto: fotografia di stevepb (da Pixabay)
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Ghiselli (Cgil): “La prossima legislatura metta mano ai nodi strutturali superando l'impianto della legge Fornero. Non è stata una riforma ma, impropriamente, una manovra finanziaria. Occorre ridefinire un sistema che sia flessibile”

“Affrontare il tema della previdenza in un periodo pre elettorale rischia di essere un esercizio complesso, ma fra il tracimare della demagogia e il rigore assoluto di chi non vuol vedere le macroscopiche storture dell'attuale sistema, sarebbe opportuno trovare una via d’uscita, dal momento che questo tema riguarda la vita di milioni di persone e attraversa tutte le generazioni”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli.

“La prossima legislatura dovrà mettere mano ai nodi strutturali della previdenza superando l’impianto della legge Fornero, che non è stata una riforma delle pensioni ma, impropriamente, una manovra finanziaria. Occorre ridefinire un sistema che sia flessibile – continua il dirigente sindacale –, che fermi l’illimitata crescita dei requisiti per la pensione, che offra una prospettiva previdenziale ai giovani e al lavoro debole, e che riconosca il lavoro di cura e delle donne”.

Per il segretario confederale, “i temi in discussione sono così profondi e radicali che richiamano la necessità di avere una visione di lungo periodo, un’idea di coesione sociale che rifugga le contrapposizioni generazionali o di altro tipo, e un senso di equità che sappia anche redistribuire in modo più giusto il carico dei conti pubblici, soprattutto nel momento in cui le disuguaglianze, anche in Italia, sono sempre più accentuate”.