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Parte la campagna «Tirocini: vediamoci chiaro»

I lavoratori, l?acqua sporca e il bambino che non c?è
Foto: Giovani precari (foto di Marco Merlini)
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Strumento di formazione o nuova forma di sfruttamento? A questa domanda la Cgil, insieme al Sol, cerca di dare una risposta attraverso questionari anonimi rivolti a persone di ogni età, per capire che cosa funziona e cosa deve essere modificato

“I tirocini sono soltanto sfruttamento o servono per formarsi e trovare lavoro?”. È questa la domanda a cui la Cgil, insieme al Servizio di orientamento al lavoro (Sol) cerca di dare risposta con la campagna di ascolto e partecipazione “Tirocini: vediamoci chiaro!”. Attraverso un questionario che può essere compilato sul sito www.cgil.it, il sindacato di Corso d'Italia prova a indagare sulla condizione dei tirocinanti e degli stagisti nel nostro Paese, cercando di capire se il tirocinio sia davvero uno strumento di formazione, orientamento e inserimento nel mondo del lavoro, oppure un'ulteriore forma di sfruttamento.

Se è vero che in Italia sono stati 329mila i tirocini extracurriculari svolti nel 2015, di cui 150mila interamente coperti dalle risorse di Garanzia Giovani, 500 milioni di euro in due anni, perché l'occupazione giovanile non ha beneficiato in alcun modo dell'utilizzo massiccio di questo strumento? Che cosa è successo? Cos'è davvero un tirocinio? Che cosa funziona e cosa deve essere modificato delle normative vigenti?

Nel dettaglio, la Cgil osserva che lo scorso anno la platea dei tirocinanti (tirocini extracurriculari) è aumentata del 53% rispetto al 2014. L’incremento a livello territoriale è stato registrato soprattutto nel Mezzogiorno, con picchi in Sicilia, dove ne sono stati attivati circa 51mila. A livello di settore si registra il 55% delle attivazioni nei servizi, il 21% nell’industria, il 13,1% nella pubblica amministrazione e l’8,1% negli altri servizi pubblici, sociali e personali, l'1,7% nel settore agricolo. Le più consistenti variazioni rispetto al 2014 sono nelle costruzioni (più 89,6%) e negli alberghi e ristoranti (più 69,6).

A fronte di questo boom, l'occupazione giovanile non ha beneficiato in alcun modo dell'elevato utilizzo dello strumento. Prendendo a riferimento la fascia di età 15-24 anni, la Cgil osserva come dall'avvio di Garanzia Giovani gli occupati siano diminuiti di 29mila unità e il tasso di occupazione sia sceso dello 0,4%, attestandosi al 15,3%. Gli inattivi sono cresciuti di 18mila unità, aumentando dell'1,1% e portando il tasso di inattività al 74,3%. Il dato sulla disoccupazione giovanile è anch'esso in calo di 1,3 punti percentuali, ma unicamente perché la forza lavoro è diminuita di ben 84mila unità. A ben guardare è questo il dato più grave, perché è dovuto in parte al progressivo e drammatico calo della popolazione giovanile, ben 60mila giovani in meno in due anni, e in parte al travaso verso l'inattività (più 18 mila).

Per capirne di più sui tirocini, dal progetto formativo al rimborso economico, dal rapporto con i tutor a eventuali abusi, Cgil e Sol invitano coloro che il tirocinio l'hanno vissuto in prima persona a partecipare all'indagine, rispondendo alle domande del questionario, rigorosamente anonimo. I risultati saranno diffusi nell'autunno del 2016. Per compilare il questionario clicca qui