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Whirlpool, ancora nulla di fatto nella trattativa

Whirlpool: Fiom, Fim e Uilm, forti preoccupazioni per il futuro
Foto: Whirlpool - foto da Gazzetta di Mantova
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Nessuna soluzione dopo l'incontro del 5/5 al ministero dello Sviluppo economico. Per la Fiom, nonostante gli investimenti previsti, è inaccettabile la chiusura degli stabilimenti: serve un progetto capace di mantenere l'integrità del gruppo

Nulla di fatto dopo l'incontro di ieri (5/5) al ministero dello Sviluppo economico per la vertenza Whirlpool al quale erano presenti, oltre ai funzionari del dicastero, il management della multinazionale americana degli elettrodomestici, le organizzazioni sindacali nazionali, territoriali e i delegati sindacali degli stabilimenti del gruppo. Era il terzo appuntamento.

"Anche nell'incontro di oggi l'azienda ha riproposto le ragioni di un piano industriale che, pur presentando scelte di investimento e di innovazione (500 milioni, ndr) nei processi e nei prodotti sicuramente significative, continua a prevedere la chiusura degli stabilimenti di Carinaro e None". Così la Fiom nazionale, in una nota. Il piano, come è noto, ha portato a quota 1.350 gli esuberi complessivi, 815 dei quali nello stabilimento di Carinaro (Ce), in seguito all'acquisto da parte della multinazionale della Indesit dalla famiglia Merloni. Il progetto prevede anche la chiusura del centro servizi di Noce (To) e l'integrazione di Melano e Albacina (Fabriano).

"Abbiamo riaffermato che non condividiamo le chiusure degli stabilimenti, anche se abbiamo colto le disponibilità manifestate oggi dall'azienda ad approfondire e ricercare una soluzione condivisa e ritenuta possibile. Nello stesso tempo, Whirlpool ha assunto l'impegno a presentare il piano relativo alle funzioni dei centri direzionali e alle relative ricadute occupazionali, in tempi utili allo sviluppo del confronto sulle sedi produttive, per realizzare un'intesa valida sia per le fabbriche che per il settore impiegatizio", prosegue il sindacato. 

Per l'azienda, l'impegno assunto questa mattina dalla Regione Campania di un finanziamento fino a 50 milioni per le politiche attive del lavoro e l'ammodernamento della struttura, è considerato condizione necessaria, ma non sufficiente per modificare l'assetto attualmente previsto dal piano.

Per la Fiom, "è indispensabile ricercare, anche attraverso il possibile rientro di ulteriori volumi produttivi dai siti Emea, una prospettiva in grado di garantire l'integrità del gruppo". Il confronto proseguirà nella giornata di venerdì 8 maggio, con le modalità e le iniziative a sostegno che la delegazione sta decidendo.