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L'intervista

La scienza aperta è il bene comune più importante

Roberta Lisi
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Una moratoria sui vaccini anti-Covid. La chiede, in un appello, un gruppo di docenti universitari convinti che gli Stati debbano avere un ruolo maggiore nella promozione e gestione della salute pubblica. La sociologa Maria Luisa Bianco ricorda che l'immunizzazione della popolazione mondiale aiuta anche la ripresa dell'economia

“Noi sottoscrittori, professori universitari e giornalisti, appoggiamo senza riserve l’iniziativa di sospensione dei brevetti sui vaccini per il Coronavirus, proposta anche dal Presidente Biden, consapevoli che soltanto essa consentirebbe di produrre rapidamente vaccini a basso costo e in grande quantità, affinché centinaia di migliaia, forse milioni, di vite umane siano salvate. L’epidemia verrà battuta solo se la diffusione del virus sarà bloccata in tutti i Paesi, mentre l’assenza di una vaccinazione di massa nei Paesi in via di sviluppo favorirebbe il proliferare di nuove varianti anche nei Paesi avanzati che oggi già si sentono al sicuro. La produzione di vaccini a basso costo è l’unica via che abbiamo”.

Questo l’incipit di un appello, promosso dalla professoressa Maria Luisa Bianco, sociologa dell’Università del Piemonte Orientale, e sottoscritto da numerosi economisti, ma anche giuristi e sociologi appunto, che afferma: “Chiediamo una sospensione dei brevetti sui vaccini perché riteniamo sia necessario un ritorno del controllo degli Stati sulla salute pubblica, tanto più in un momento in cui abbiamo verificato come garantire, da una parte i profitti di Big Farma, dall’altra campagne di vaccinazione di massa e rapide si è dimostrato assolutamente contraddittorio”. E tutto questo ha davvero poco a che vedere con un’idea misericordiosa o caritatevole della convivenza tra i diversi popoli del mondo.

Secondo l’accademica torinese, infatti, “c’è bisogno di uno Stato lungimirante che pensi al bene pubblico anziché ai profitti privati immediati, che si traducono in un danno di breve e medio termine nei confronti del bene pubblico”. Ma c’è di più, secondo Bianco. Anche se ci si pone solo dal punto di vista dell’economia del Paese non si può non considerare che l’immunizzazione rapida di tutte le popolazioni, anche di quelle dei Paesi in via di sviluppo, è “interesse della ripresa, perché senza la sconfitta della virulenza del Coronavirus non è pensabile che il sistema economico riprenda a funzionare in tempi brevi”.

Scrivono ancora i promotori dell’appello: “Vogliamo inoltre ricordare che i brevetti non sono affatto il solo modo di incentivare l’innovazione. Anzi, la scienza economica sottolinea come la loro esistenza in termini restrittivi, quali quelli attuali, ha l’effetto indesiderabile di bloccare le innovazioni, mentre lo sbilanciamento dell’economia mondiale in favore di un’eccessiva privatizzazione della conoscenza, orientata esclusivamente al profitto, inibisce innovazioni e investimenti. Non si tratta di abolire la proprietà intellettuale, ma di ridefinirne i confini”.

“Pertanto, non solo appoggiamo con convinzione ed entusiasmo la sospensione dei brevetti da parte della World Trade Organisation, ma auspichiamo anche che questo sia solo un primo passo in favore di una profonda riforma dell’istituto dei brevetti, che renda obbligatori per ogni Stato investimenti in open science. La 'scienza aperta' è il bene comune più importante del genere umano e deve pertanto essere convintamente difesa dai comportamenti opportunistici, degli Stati e delle grandi multinazionali. Questo è tanto più giusto se consideriamo che quote notevoli degli investimenti per la ricerca già oggi sono direttamente o indirettamente finanziati dagli Stati, nel caso del vaccino per il Coronavirus come in una moltitudine di altri casi”.

Infine la Maria Luisa Bianco sostiene che uno degli insegnamenti più importanti che ci lascia la pandemia è che le cause della diffusione del Covid sono strettamente legate alla devastazione dell’ambiente causata dall’uomo. O ci riconcilieremo con esso, o troveremo una forma di coabitazione rispettosa della terra, dell’acqua e dell’aria o eventi come questo ci perseguiteranno.+

I firmatari dell’appello
Nicola Acocella, Sapienza Università di Roma
Giuseppe Amari, Fondazione Giacomo Matteotti
Maria Luisa Bianco, Università del Piemonte Orientale
Silvia Borelli, Università di Ferrara
Rosaria Rita Canale, Università di Napoli Partenope
Carlo Clericetti, Giornalista
Antonio Di Majo, Università di Roma Tre
Giovanni Dosi, Scuola Superiore Sant’Anna
Massimo Florio, Università di Milano
Maurizio Franzini, Sapienza Università di Roma
Enrico Grazzini, Giornalista
Dario Guarascio, Sapienza Università di Roma
Andrea Guazzarotti, Università di Ferrara
Riccardo Leoni, Università di Bergamo
Enrico Sergio Levrero, Università Roma Tre
Stefano Lucarelli, Università di Bergamo
Ugo Marani, Università di Napoli Orientale
Massimiliano Mazzanti, Università di Ferrara
Guido Ortona, Università del Piemonte Orientale
Ugo Pagano, Università di Siena
Gabriele Pastrello, Università di Trieste
Anna Pettini, Università di Firenze
Paolo Piacentini, Sapienza Università di Roma
Paolo Pini, Università di Ferrara
Felice Roberto Pizzuti, Sapienza Università di Roma
Riccardo Realfonzo, Università del Sannio
Roberto Romano, economista CGIL Lombardia
Alessandro Somma, Sapienza Università di Roma
Mario Tiberi, Sapienza Università di Roma
Leonello Tronti, Università di Roma Tre
Andrea Ventura, Università di Firenze
Gennaro Zezza, Università di Cassino