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Calabria

Sanità, sindacati: «Fate presto»

Lazio, il 14 dicembre si ferma la sanità privata
Foto: Foto di Simona Caleo
Maria Antonia Fama
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Nominare subito il nuovo commissario, sbloccare le nuove assunzioni e azzerare il debito. Cgil, Cisl e Uil in piazza a Catanzaro per chiedere di salvare la sanità calabrese: "I cittadini non ce la fanno più ad andare avanti così"

"Nel giorno in cui in Italia si sono contati 853 morti e in Calabria 307 nuovi contagi da Covid-19, il Governo ancora non ha deciso sul commissario alla sanità regionale”. Lo scrivono in una nota i segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo. Oggi, 26 novembre, sindacati e lavoratori hanno protestato davanti alla Cittadella regionale a Catanzaro, chiedendo che venga nominato subito un “commissario competente e determinato, con un ampio mandato operativo, con la possibilità di scegliere la sua squadra anche al di fuori della struttura regionale, intensificando controlli e verifiche su gestione degli appalti, servizi esternalizzati, politica degli accreditamenti delle strutture private, sulle aziende sanitarie sciolte per infiltrazioni mafiose".

 

 

 

In Calabria i pronto soccorso scoppiano, il personale è allo stremo, le strutture sanitarie sono in grandi difficoltà. La regione si è trasformata in uno scenario di guerra, con gli ospedali da campo come al fronte. “E nel frattempo - scrivono le organizzazioni sindacali- la magistratura indaga su malaffare, inadempienze e negligenze”. Cgil, Cisl e Uil regionali si fanno portavoci di una frustrazione crescente, che monta nel personale sanitario e nei cittadini, di fronte ai continui rinvii.  

 

 

 

"La evidente difficoltà ad individuare soggetti in grado di prendere su di sé un compito difficilissimo in una realtà complessa; la pantomima dei veti che scattano anche dopo l’ennesimo impegno pubblicamente assunto di provvedere con rapidità alla nomina; la disinvoltura con cui la questione viene rimandata di giorno in giorno. Tutto ciò dimostra anche ai più fiduciosi che chi deve provvedere non ha ben compreso la drammaticità della situazione per i cittadini calabresi" prosegue la nota.

Le organizzazioni sindacali hanno annunciato di voler chiedere al governo e al parlamento che il nuovo Decreto Calabria, prossimo alla conversione in legge, preveda misure a sostegno del rientro del debito della sanità, al fine di non compromettere la possibilità dell’utilizzo delle risorse necessarie per il rilancio del sistema socio-sanitario regionale. A ciò, si aggiungerà la richiesta di superare i limiti alle assunzioni di cui all’art 11 del D.L. 35/2019, garantendo un piano straordinario di assunzione di personale, perché i cittadini possano fruire dei livelli essenziali di assistenza.  

"La capacità di sopportazione dei calabresi, giunta al livello di guardia, non deve essere scambiata per rassegnazione – concludono Sposato, Russo e Biondo - Dopo la presentazione dell’esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Catanzaro, perché si faccia piena luce sulle opacità della gestione della Sanità nella nostra regione, continueremo a portare avanti la protesta e la nostra azione con tutti i possibili mezzi democratici perché il messaggio giunga sempre più chiaro e più forte”.