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Quota 100: Cgil, sette miliardi di risparmi da destinare alle pensioni

Quota 100: sindacati, non risponde alle esigenze
Foto: Fabio Mazzarella / Sintesi
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“Da quota 100 e dalle altre misure previdenziali contenute nel decreto 4/2019 verranno risparmiati ben 7 miliardi di euro. Risorse importanti che dovranno essere necessariamente ridestinate al capitolo pensioni”. Questa la richiesta della Cgil in base alla stima sui risparmi previdenziali elaborata dall’Osservatorio previdenza della Fondazione di Vittorio e della confederazione.
 
Nel dettaglio, il responsabile previdenza della Cgil nazionale, Ezio Cigna, spiega come le risorse verranno risparmiate nel corso dei tre anni: “Un miliardo e 516 milioni nel 2019; 2 miliardi e 953 milioni nel 2020; 2 miliardi e 628 milioni nel 2021. Tale risparmio – sottolinea – sarà dovuto a un coinvolgimento del 35 per cento della platea stimata dal precedente governo, solo 341.266 persone, anziché 973 mila”. Anche le misure ape sociale e per i lavoratori precoci, così come rilevato dall’analisi, raggiungono purtroppo poche persone. “In particolare – prosegue il dirigente sindacale – dal 2017 ad oggi sono 51.732 le persone alle quali è stata riconosciuta l’ape sociale, solo il 45% del totale delle domande (114.302); 36.411 le pensioni dei cosiddetti  ‘precoci’ pari al 38 per cento del totale delle domande (95.582)”. Secondo Cigna, “sono i vincoli normativi previsti, in particolare per i lavoratori gravosi, a non permettere a molti soggetti, nonostante la gravosità del lavoro svolto, di accedere a tale strumento. È necessaria, quindi, una immediata rivisitazione e aggiornamento normativo.

“Tenendo conto sia delle proposte contenute nella piattaforma di Cgil, Cisl e Uil, sia della disponibilità del governo a una riforma complessiva del sistema – afferma il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli – chiediamo che venga realizzata una riforma previdenziale volta a garantire flessibilità in uscita per tutti dopo i 62 anni, con interventi che tengano conto della condizione delle donne, dei lavoratori discontinui e precoci, dei lavoratori gravosi e usuranti, del lavoro di cura e degli esodati. Chiediamo infine – conclude – che venga introdotta una pensione contributiva di garanzia per i più giovani”.