La trattativa è andata avanti per ore, fino a sera. Alla fine è arrivata l’intesa. Nella giornata di ieri, 16 aprile, si è concluso positivamente il confronto tra Unilever e sindacati avviato nella prima settimana di marzo, dopo l’apertura della procedura di licenziamento collettivo nel Centro di ricerca della multinazionale di Casalpusterlengo, nel Lodigiano. Uno strappo che aveva fatto scattare l’allarme tra i lavoratori, per il rischio concreto di un ridimensionamento del sito.

L’accordo è stato accolto in assemblea con un applauso liberatorio, a sottolineare le difficoltà di una vertenza dalle prospettive iniziali davvero pesanti: licenziamenti e organico dimezzato. Alla fine, gli esuberi sono stati ridotti e, soprattutto, per impiegati e tecnici del Centro ricerca è stato evitato il ricorso ai licenziamenti.

Il sito salvaguardato

A Casalpusterlengo, il sito Holding ha mantenuto una presenza qualificata di oltre 70 lavoratori. Non è solo una questione numerica. Significa tenere in piedi competenze, professionalità e una prospettiva industriale che sembrava vacillare.

Per una decina di quadri si è aperta invece la strada dell’uscita volontaria incentivata, accompagnata da un percorso di ricollocamento della durata di sei mesi. Una soluzione che ha spostato il peso della riorganizzazione su base non traumatica, evitando lo strappo dei licenziamenti unilaterali.

La mobilitazione davanti alla sede della Regione Lombardia (Cgil Lodi)

Dalla crisi alla mobilitazione

Questo risultato è arrivato dopo settimane di tensione crescente. L’annuncio degli esuberi aveva acceso subito la mobilitazione nel sito di Casalpusterlengo, coinvolgendo non solo il Centro ricerca ma anche la fabbrica. Assemblee, scioperi, prese di posizione pubbliche: i lavoratori hanno costruito una pressione costante sull’azienda.

Il timore era lo smantellamento progressivo di una parte strategica dell’attività, con la perdita di un presidio di ricerca e innovazione. A quel punto la vertenza si è allargata. Accanto ai dipendenti Unilever si sono schierati anche i lavoratori di realtà collegate come Serioplast e Innocenti, mentre le strutture territoriali di Filctem Cgil e Femca Cisl hanno sostenuto il confronto a tutti i livelli.

Il ruolo del sindacato e delle istituzioni

La trattativa si è sviluppata su un doppio binario: da una parte la mobilitazione, dall’altra il negoziato serrato. I sindacati rivendicano una “forte azione” che ha permesso di cambiare l’impostazione iniziale dell’azienda.

Determinante anche il coinvolgimento delle istituzioni, che hanno accompagnato il confronto contribuendo a tenere aperto il tavolo fino all’intesa. Un percorso complesso, in cui ogni passaggio ha pesato sulla possibilità di evitare un esito più pesante dal punto di vista dell’occupazione.

Le prossime mosse

L’accordo chiude una fase critica ma non la partita. I sindacati annunciano che continueranno a monitorare l’attuazione degli impegni presi e a lavorare per garantire stabilità e sviluppo al sito. Il nodo resta quello delle prospettive industriali: mantenere oggi oltre 70 lavoratori è un risultato, ma il futuro del Centro ricerca dipenderà dalle scelte che verranno nei prossimi mesi.