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L’Organizzazione delle nazioni unite, nella Giornata internazionale dell’ambiente, lancia un nuovo allarme: "L'Europa si sta riscaldando più velocemente del resto del mondo. I ghiacciai si stanno ritirando, le strade a volte si trasformano in torrenti d'acqua e le ondate di calore battono ogni record. Eppure si ritrovano sempre più spesso perseguitati, sorvegliati o intimiditi coloro che cercano di sensibilizzare l'opinione pubblica su questa accelerazione del cambiamento climatico".
L’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk – che è intervenuto a Strasburgo, dove si svolge il primo Forum europeo dei difensori dei diritti umani in ambito ambientale in occasione del 5 giugno – ha definito paradossale il crescente numero di procedimenti giudiziari, molestie e violenze contro i difensori dell'ambiente "vista la gravità dell'emergenza climatica in tutta Europa".
Türk ha quindi ricordato che il 95% degli abitanti delle città europee respira aria dannosa per la salute, mentre oltre l'80% degli habitat naturali si trova in condizioni precarie o degradate, e che ogni estate, eventi meteorologici estremi causano la morte di migliaia di persone. A fronte di tutto ciò si assiste alla criminalizzazione di coloro che denunciano i danni per la salute pubblica.
Il rappresentante austriaco ha poi citato i dati di uno studio secondo il quale il 90% degli attivisti per l’ambiente in tutto il mondo hanno già subito violenze o molestie online: "È sconvolgente che persone che difendono il futuro dei nostri figli vengano perseguitate in base a leggi concepite per combattere il terrorismo e la criminalità organizzata. Quando il nostro pianeta, la nostra casa comune, è in fiamme, non possiamo punire i vigili del fuoco che cercano di spegnere l'incendio. Dobbiamo dare loro gli strumenti e sostenerli".
"Il pianeta non discute. Non negozia. Invia segnali”
Intanto a Baku, in Azerbaigian, si svolgono le celebrazioni della 54/a edizione della Giornata mondiale dell'ambiente che quest’anno ha assunto come titolo e tema "Ispirati dalla Natura. Per il Clima”. Il Programma delle Nazioni unite per l'ambiente (Unep) ha promosso la campagna globale il cui slogan è #NowForClimate e invita a ridurre le emissioni di gas serra, proteggere gli ecosistemi e accelerare la transizione ecologica.
Dal sito dell’Unep si legge: “Il pianeta non discute. Non negozia. Invia segnali. L’innalzamento del livello del mare, incendi devastanti, ondate di calore, scioglimento dei ghiacciai. Avevamo detto che 1,5 gradi era il limite. Lo stiamo superando". Non manca però una nota positiva. Rilevando l’aumento dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, si afferma che “le soluzioni per il clima stanno mettendo radici in ogni angolo del pianeta”.
Per quanto riguarda l’Italia l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale fa sapere che i focus principali riguardano soluzioni basate sulla natura e la resilienza climatica. L'obiettivo è di sensibilizzare il pubblico sulla necessità di accelerare le azioni concrete per affrontare la crisi ambientale, collegando la protezione degli ecosistemi alla resilienza climatica.
Undici anni di fuoco
Anche dal segretario generale delle Nazioni unite, Antonio Guterres, arriva un appello globale all'azione per il clima alla luce dei dati che ci dicono quanto gli anni dal 2015 al 2025 siano stati i più caldi mai registrati e delle previsioni secondo le quali entro il 2050 la siccità potrebbe colpire oltre tre quarti della popolazione mondiale e i ghiacciai dovrebbero scomparire da un terzo delle loro attuali aree di occupazione.
"Dobbiamo limitare l'entità, la durata e la pericolosità di questo superamento dei limiti consentiti e invertire rapidamente la tendenza all'aumento delle temperature – dice Guterres –. È accelerando una transizione equa verso un mondo libero dai combustibili fossili e incentrato sulle energie rinnovabili che possiamo ridurre i costi e garantire una vera sicurezza energetica".
"Ridurre le emissioni di metano è uno dei modi più rapidi ed economici per frenare il riscaldamento globale nel breve termine - prosegue -. Dobbiamo proteggere le foreste, la terra e i mari e aiutare le persone ad adattarsi alle conseguenze devastanti che già si stanno manifestando. Dobbiamo inoltre onorare gli impegni di finanziamento per l'azione climatica assunti nei confronti dei paesi in via di sviluppo per salvare vite umane, proteggere i mezzi di sussistenza e rafforzare le economie. Il cambiamento climatico non è più una minaccia lontana: sta rimodellando la vita in tutto il pianeta".




























