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Le Rsu di Bonfiglioli e le Rsu di Bcube e Client – le due aziende che gestiscono le attività logistiche del sito di Calderara di Reno, provincia di Bologna – hanno proclamato due ore di sciopero su tutti i turni, con un presidio e un’assemblea ai cancelli partecipati e determinati. Dalle 5 di questa mattina, 5 giugno, i delegati di Fiom, Uilm, Usb e Filt Cgil hanno volantinato ai cancelli: totale l’adesione tra i lavoratori degli appalti e significativa – tutt’altro che scontata – quella tra gli operai e negli uffici Bonfiglioli. Non scontata anche perché “in questi giorni – si legge in una nota sindacale – si erano rincorse voci allarmistiche, tanto che la stessa Bonfiglioli ha deciso di autorizzare una giornata aggiuntiva di smart working per i lavoratori degli uffici, in coincidenza con lo sciopero”. Una mossa quantomeno singolare, considerando che proprio a marzo – per la prima volta e con un’adesione molto ampia – erano stati gli stessi impiegati di tutti i siti italiani dell’azienda a scioperare contro la decisione unilaterale di ridurre il lavoro da remoto da tre giorni a uno a settimana.
Una vertenza che viene da lontano
La vicenda affonda le radici in un accordo sindacale del 1997, firmato in occasione della esternalizzazione della logistica con una clausola esplicita: in caso di futura reinternalizzazione, tutti i lavoratori sarebbero stati tutelati. Quell’accordo, a quasi trent’anni di distanza, Bonfiglioli ha dichiarato di non essere tenuta a rispettarlo. A febbraio, quando l’azienda ha annunciato la chiusura dei contratti di appalto e oltre 60 potenziali esuberi senza alcun preavviso alle rappresentanze sindacali, è arrivato il primo sciopero. Da allora si sono susseguiti otto incontri negoziali, condotti dalle Rsu e da Fiom, Uilm e Usb con spirito costruttivo e avanzando proposte concrete per raggiungere una soluzione condivisa.
Venerdì 29 maggio: il punto di rottura
Giovedì scorso, mentre i lavoratori di Bcube erano in sciopero, Bonfiglioli ha formato e impiegato propri dipendenti per svolgere le attività dell’appalto. Le Rsu Bonfiglioli hanno immediatamente protestato, avvertendo che una simile sostituzione avrebbe imposto la proclamazione dello sciopero anche tra i dipendenti diretti. L’azienda ha risposto che potevano fare quello che volevano. “Ancora oggi Bonfiglioli continua a sostituirsi nelle attività ai lavoratori dell’appalto, creando gravi problemi organizzativi e mettendo i colleghi Bonfiglioli in enorme difficoltà, prima umanamente oltre che professionalmente”, dichiara Giamplacido Ottaviano, delegato Fiom di Bonfiglioli.
“Molti di noi passano gran parte della giornata a osservare colleghi Bonfiglioli svolgere le attività che fino alla settimana scorsa svolgevamo noi. È una situazione professionalmente mortificante, che lede la nostra dignità, anche se siamo grati a molti di quei colleghi che ci hanno espresso solidarietà”, aggiunge Vincenzo Livrieri, Rsu Fiom Bcube.
“Lavoriamo qui da almeno vent’anni, molti da oltre trenta: come si può sostenere che i problemi del magazzino dipendano dalla nostra incapacità? Il nostro premio di risultato annuale è costruito proprio sui reclami provenienti da Bonfiglioli, e negli ultimi tre anni quella quota ha sempre pagato al 100%. I problemi di qualità non ci sono mai stati formalmente contestati e troviamo davvero umiliante che non venga riconosciuto il contributo che in questi decenni abbiamo dato alla crescita e allo sviluppo dell’azienda”, dichiara Alessio Pittarello, delegato Fiom Bcube.
La mobilitazione continua
“Oggi abbiamo scioperato insieme, uniti e determinati, perché vogliamo scrivere un futuro diverso per questa azienda. Un futuro in cui la dignità di tutti venga rispettata e in cui si riconosca il valore di chi – anche con una tuta di colore diverso – da decenni contribuisce a rendere grande la Bonfiglioli”, dichiara Pasquale Di Domenico, segretario organizzativo Fiom Bologna. “La mobilitazione continuerà – dichiara Roberto Ferrari della segreteria Uilm Bologna –, fino a che non riprenderà il confronto per trovare una soluzione per tutti i lavoratori coinvolti nell’appalto. Nessuno deve essere lasciato indietro. Confidiamo nel fatto che l’azienda, anche per il ruolo che esprime a livello confindustriale, e per gli accordi sottoscritti, tra cui il Patto per il Lavoro, riprenda il percorso di buone relazioni sindacali e contrattuali che ha sempre espresso nella storia aziendale”. “Grave se consideriamo che l’azienda è di proprietà della presidente di Confindustria Emilia. Ma non ci fermeremo”, dichiara Domenico Conte, Usb Bologna.
Al presidio era presente anche il sindaco di Calderara, Giampiero Falzone, che ha espresso solidarietà ai lavoratori e confermato l’impegno delle istituzioni locali per una chiusura positiva della vertenza. “Occorre abbassare la tensione e ritornare a un dialogo costruttivo – ha detto –. Da queste parti funziona così e le istituzioni ci sono per salvaguardare i posti di lavoro. Questo l’appello che faccio a Bonfiglioli, di evitare il muro contro muro e di aprire un dialogo fruttuoso”.























