Sono passati due anni dalla tragedia della centrale idroelettrica di Suviana, impianto di Enel Green Power, ma il 9 aprile continua a rappresentare una ferita aperta. Le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil ricordano Vincenzo Garzillo, Vincenzo Franchina, Mario Pisani, Pavel Petronel Tanase, Adriano Scandellari, Paolo Casiraghi, Alessandro D'Andrea, i sette lavoratori che persero la vita nell’incidente e tornano a chiedere verità e giustizia su quanto accaduto in quello che resta uno dei disastri più gravi nella storia degli impianti idroelettrici.

Il ricordo delle vittime resta vivo tra i colleghi, nelle famiglie e nelle comunità coinvolte. Per il sindacato non si tratta soltanto di una commemorazione, ma di un richiamo alla responsabilità collettiva: il lavoro deve essere sempre luogo di dignità e sicurezza, mai di rischio o di morte.

Una tragedia senza risposte

A distanza di due anni, sottolineano i sindacati, non sono ancora state chiarite le cause di un incidente che non ha precedenti nel settore. Proprio per questo la richiesta resta quella di fare piena luce su quanto accaduto. La memoria delle vittime diventa quindi anche una richiesta di giustizia. Non solo per le famiglie, ma per tutti i lavoratori che operano negli impianti energetici e nei contesti industriali dove la sicurezza non può essere considerata un elemento secondario.

Per Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil ogni tragedia sul lavoro richiama tutti alle proprie responsabilità: istituzioni, imprese e parti sociali. La sicurezza, ricordano, deve essere un impegno concreto e quotidiano. Servono investimenti strutturali in prevenzione, formazione e controlli efficaci. Ma servono anche più risorse umane e un’organizzazione del lavoro che metta realmente al centro la tutela della salute e della sicurezza.

Un ruolo decisivo, sottolineano le organizzazioni sindacali, spetta anche alla partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori e alle loro rappresentanze nei luoghi di lavoro, perché solo così può crescere una cultura della sicurezza radicata nelle realtà produttive.

La sicurezza come priorità del settore elettrico

Secondo i sindacati la sicurezza sul lavoro deve restare una priorità assoluta per tutte le società del settore elettrico, oltre che un punto centrale dell’agenda pubblica e del contratto nazionale di settore.

Nessun obiettivo produttivo, nessuna urgenza e nessun risparmio economico possono venire prima della vita delle persone. È da questo principio, ribadiscono Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, che deve partire ogni scelta industriale e organizzativa.

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