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L’incertezza sui volumi produttivi dello stabilimento Stellantis di Melfi (Potenza) continua a pesare sull'occupazione e sull'intero indotto. A lanciare l'allarme è la Fiom Cgil Basilicata, denunciando il rischio di nuove ricadute occupazionali dopo la decisione dell'azienda automobilistica di internalizzare il servizio di raccolta differenziata, attualmente affidato alla società De Vizia.
“Alle continue fermate produttive, alla perdita di salario e all'assenza di prospettive certe si aggiunge il rischio di compromettere l'occupazione dei lavoratori coinvolti”, spiega il sindacato, parlando dell'ennesima difficoltà per il sistema industriale di Melfi, già segnato dalle criticità della logistica e delle aziende dell'indotto.
La Fiom evidenzia inoltre una contraddizione: mentre diminuiscono le attività affidate alle imprese esterne, Stellantis ha già registrato oltre 3 mila uscite incentivate nello stabilimento lucano, senza che siano state definite certezze sui futuri volumi produttivi e sulle garanzie occupazionali.
“Non accetteremo che la crisi industriale diventi una guerra tra poveri, mettendo i lavoratori Stellantis contro quelli delle aziende esterne”, avverte la Fiom. Per il sindacato, il problema “non è trasferire attività da un'azienda all'altra, ma assicurare lavoro sufficiente per tutti, evitando che le riorganizzazioni si traducano in ulteriori perdite occupazionali”.
La Fiom Cgil Basilicata così conclude: “Stellantis e istituzioni devono assumersi le proprie responsabilità attraverso un progetto industriale credibile, nuovi volumi produttivi e garanzie per i dipendenti dello stabilimento e dell'intera filiera. Il futuro di Melfi non si costruisce mettendo i lavoratori gli uni contro gli altri, ma garantendo lavoro, produzione e dignità a tutti”.






















